Resta in carcere Emiliano Milza, accusato di essere di aver pianificato l’omicidio della compagna Franka Ludwing facendolo sembrare un incidente stradale con lo scopo di incassare i premi da oltre 3 milioni di euro delle assicurazioni sulla vita che aveva intestato alla donna dalla quale ha avuto un figlio.
Stessa sorte per l’amica e presunta complice Simona Hirsch, alla quale la procura contesta di aver eseguito il delitto, la mattina del 2 luglio 2025 su un sentiero nel comune di San Godenzo (Firenze). Il gip Alessandro Moneti ha convalidato il fermo ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza a loro carico e ha disposto inoltre la misura cautelare in carcere, considerando concreto il rischio di fuga e di reiterazione del reato.
Il restaurante manager fiorentino intendeva fare un investimento all’isola di Capo Verde in attesa di riscuotere le polizze sulla vita intestate alla compagna tedesca.
Hirsch, presidente di un’associazione di bonsai, aveva in programma di prendere il volo a fine gennaio per la Spagna.
Ma la vicenda è resa ancora più inquietante dalle intercettazioni ambientali : Simona ha detto agli inquirenti di aver ucciso Franka e anche che gliel’ho detto io di farla fuori”, ora “bisogna farla fuori noi, mamma, altrimenti mi tolgono il figlio” “Non posso andare in carcere perché ho un figlio. Mamma, bisogna che tu mi aiuti. Io faccio addormentare Simona e tu la ammazzi perché te in carcere a 80 anni non ci vai”. Queste le intecettazioni choc di Emiliano Milza, secondo la Procura, l’esecuzione materiale, fu affidata all’amica della coppia, Simona Hirsch, 59 anni, fermata insieme a lui lo scorso 13 gennaio. Franka sarebbe stata sedata con una massiccia dose di benzodiazepine, caricata in auto, trasportata sul Falterona, colpita alla testa con una grossa pietra e poi sormontata con il veicolo per simulare un investimento.
Dall’inchiesta della procura sta emergendo che il compagno della vittima, Emiliano Milza, 50 anni, dopo l’autopsia che escluse l’incidente stradale come causa della morte di Franka Ludwig, avrebbe voluto far uccidere la sua complice, Simona Hirsch. Un nuovo piano ‘diabolico’ che non si è mai realizzato, ma che per la procura mette in evidenza la capacità manipolatoria del 50enne.
Milza e Hirsch, venerdì sono stati sentiti per ore nell’interrogatorio di garanzia; cinque ore per Emiliano Milza e circa due per Simona Hirsch,
In collegamento da Sollicciano, hanno risposto alle domande del giudice Alessandro Moneti, fornendo una loro versione sui fatti. In particolare Milza ostentando sicurezza ha negato tutto, anche l’evidenza che arrivava dalle intercettazioni ambientali:
. Nel delitto studiato e organizzato a tavolino per mesi, stando alle indagine coordinate dal pm Andrea Cusani, avrebbe fatto da ’pedina’ per la manipolazione emotiva della vittima anche il figlio avuto tramite ovodonazione eterologa in Georgia. E che adesso, insieme alla mamma anziana di Milza , si trova in affido ai servizi sociali.
Ma non è finita qui perché ci sono sospetti anche sul decesso della badante della anziana madre, una 40enne peruviana morta nel dicembre 2024 qualche giorno dopo aver accusato malori. Affetta da piastrinosi, per cui le avevano prospettato la necessità di un intervento di isterectomia totale, qualche mese prima del decesso, sarebbe stata “convinta” da Milza a stipulare un’assicurazione sulla vita per tutelare i figli. Milza avrebbe “promesso di riscuotere l’indennizzo e di curarsi di recapitare la somma” ai figli. Gli accertamenti su questo decesso sono adesso in corso. Inatnto il gip ha confermato i fermi per entrambi ed ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il legale di Milza sta valutando se fare ricorso al tribunale del riesame
Milza è anche accusato di maltrattamenti in famiglia, truffa e frode assicurativa. Milza avrebbe somministrato di nascosto alla madre un sedativo la quale temeva di essere anche lei uccisa. “Tu me le hai date doppie, tu mi vuoi fare fuori”. E quando il figlio, nemmeno 1 anno, piangeva o urlava di gioia, lo avrebbe picchiato o calmato con sonniferi. Inoltre più volte lo avrebbe lasciato solo lunghi periodi a casa o in auto senza alcuna assistenza.