“Ci vediamo dopo l’estate”, aveva detto intervendo telefonicamente alla presentazione della Friorentina lo scorso 14 luglio. Invece è stata l’ultima volta che il popolo viola ha udito la voce di Rocco Commisso. Accolto come un eroe per averli liberati dai Della Valle (era il giugno 2019), promise ai tifosi che avrebbe fatto di tutto per riaprire la bacheca viola.
Un uomo umile
Non c’è riuscito e ultimamente, complici le difficoltà in classifica, il suo gradimento in città era fatalmente sceso. Ma sui social in molti ricordano aneddoti personali perché il magnate italostatunitense era rimasto umile: si fermava a parlare con tutti, nonostante secondo Forbes il suo patrimonio nell’ottonbre del 2023 ammontasse a 8 miliardi di dollari.
Il sogno americano
Una fortuna costruita oltreoceano, dove Comisso – nato in Calabria nel 1949 -, si era trasferito da bambino. Per poi fondare, dopo la laurea. Mediacom, azienda diventata un colosso mondiale nei sistemi via cavo. Ma oltre alla famiglia – l’amatissima moglie Catherine, i figli Joseph e Marisa – il suo vero amore era il calcio. Nel 2017 aveva comprato i New York Cosmos.
Le prime difficoltà fiorentine
Poi il grande salto e l’approdo in serie A (nella foto di copertina il presidente Commisso sorridente nel giorno del suo sbarco in città). I primi anni difficili con la squadra costretta a lottare per la salvezza, poi la crescita e l’amarezza delle tre finali perse, una in Coppa Italia, due in Conference League, con il presidente a pezzi dopo la sconfitta di Atene con l’Olympiacos. Era il maggio del 2024 e da lì iniziarono le prime voci su una cessione della società.
Il Viola Park
“Ma io non mollerò mai”, aveva detto a dicembre, nella sua ultima intervista rivendicando anche il lascito alla città di cui tanto era orgoglioso, quel Viola Park per cui aveva speso oltre 120 milioni di euro e che porta anche il suo nome. Il luogo che aveva visto il sorriso più radioso di Commisso nel giorno dell’inaugurazione, ma in cui ha anche versato le lacrime più amare per commemorare Joe Barone, l’amico storico cui aveva affidato la gestione del club scomparso nel marzo di due anni fa. E che stanotte avrà sicuramente subito riabbracciato.