Coinvolte 10 persone

Usb, contestazioni disciplinari a Vvf in ginocchio per Gaza

Sindacato: 'Per Viminale quando manifestano non devono farlo con l'uniforme'

Usb, contestazioni disciplinari a Vvf in ginocchio per Gaza

Contestazioni disciplinari a dieci vigili del fuoco appartenenti al sindacato Usb che parteciparono alle manifestazioni per Gaza del 22 settembre scorso, sei a quella di Pisa, quattro al corteo a Roma: è quanto reso noto da Usb.

“Ci viene contestata una cosa che abbiamo sempre fatto, in qualsiasi manifestazione e sciopero, all’interno dell’agire sindacale”, spiega Claudio Mariotti, dirigente nazionale Usb e uno dei dieci ad aver ricevuto la contestazione: “Il 22 settembre la mia organizzazione sindacale aveva promosso questa giornata di sciopero contro la politica di riarmo.

E nell’ambito di questa manifestazione, eravamo a capo del corteo, io con altri colleghi abbiamo deciso di fare un minuto di raccoglimento per ricordare le vittime del genocidio nella Striscia di Gaza. Inoltre, essendo ambasciatori Unicef, accordo che dura da 30 anni e rinnovato dal sottosegretario all’Interno Prisco, ci siamo inginocchiati per rendere omaggio agli oltre 20mila bambini vittime di questo sterminio”.

Secondo quanto si legge sul profilo Fb dell’Usb di Pisa “la tesi sostenuta dal ministero degli Interni che sta contestando” ai dieci vigili “di aver difeso le ragioni del popolo palestinese”, è che quando “scioperano e manifestano, non devono farlo con l’uniforme, non possono cioè farsi riconoscere in quanto vigili del fuoco che stanno protestando né tantomeno parlare in pubblico per difendere le ragioni per le quali stanno manifestando”.

Per il sindacato l’obiettivo è quello “di intimidire un’intera categoria, anche in vista del riordino del settore, la riforma del corpo dei vigili del fuoco con la quale questo governo vuole equiparare i pompieri a operatori di pubblica sicurezza”. Per il 28 gennaio organizzata un’assemblea-dibattito a Roma “in solidarietà con i vigili del fuoco sottoposti a contestazioni disciplinari, contro la militarizzazione del corpo” e per “il rilancio vero della categoria al servizio dei cittadini e del territorio”.