Camminava senza problemi, andava per locali e ristoranti e non disdegnava il relax in piscina, lasciandosi andare in acqua senza il tutore alla gamba sinistra, quella che avrebbe riportato i maggiori danni dopo una caduta dallo scooter per cui era in malattia.
Il licenziamento
Così una commessa pisana è stata licenziata per giusta causa dai titolari del negozio di una catena di abbigliamento. La donna ha impugnato il provvedimento chiedendo reintegro e indennità risarcitoria. Ma le sue ragioni contro quelle della società non hanno fatto breccia nel Tribunale di Pisa che ha confermato la legittimità del licenziamento.
La documentazione
L’azienda ha prodotto anche accurata documentazione: agli atti ci sono le fotografie e la relazione dell’investigatore privato che aveva pedinato il suo bersaglio in occasione di un’uscita serale a Lucca. Ma anche alcuni post della donna su Facebook che la ritraevano a fare il bagno in piscina senza portare alcun tutore muovendosi con totale disinvoltura senza accusare alcun dolore o fastidio al piede, “circostanze incompatibili con il suo dichiarato stato di malattia”, si legge nella sentenza di conferma del licenziamento.
L’addio al nubilato
In particolare, secondo il giudice, la commessa avrebbe potuto lavorare anche se con alcune limitazioni. “La condotta tenuta dalla ricorrente che per un periodo pari a quattro ore circa ha passeggiato per le strade della città di Pisa per festeggiare il suo “addio al nubilato”, denota l’inesistenza di un’infermità”, le conclusioni del tribunale.