Lungo la via Francigena

La chiesa di Ponte a Rigo dipinta da un artista spagnolo

L'opera di Daniel Muñoz “SAN” sulla facciata della Chiesa di Santa Elisabetta è stata realizzato all'interno del progetto "arte pubblica in Valdichiana"

La chiesa di Ponte a Rigo dipinta da un artista spagnolo
Un percorso di arte pubblica che ha come obiettivo quello di trasformare  luoghi del quotidiano in spazi di incontro, bellezza e riflessione condivisa. E’ quello che è andato in porto a Ponte a Rigo, piccola frazione lungo la via francigena nel comune di San Casciano dei Bagni, dove una chiesa è stata abbellita dalla pittura. L’opera è stata realizzata dall’artista spagnolo Daniel Muñoz “SAN” sulla facciata della Chiesa di Santa Elisabetta. Il lavoro trae ispirazione dalla posizione del luogo di culto, storicamente luogo di accoglienza per i pellegrini che percorrevano il cammino di Sigerico verso Roma, in un luogo che rappresenta il confine ultimo della Toscana, al confine col Lazio, lungo la Via Cassia. L’intervento è stato realizzato un intervento artistico nato all’interno di una residenza e concepito come sintesi simbolica del tratto toscano della Francigena, dal Passo della Cisa fino al suo approdo finale.
L’opera è strutturata come un percorso unitario, ispirato all’impostazione delle chiese medievali intese come mappe simboliche dell’esistenza. Le diverse facciate accompagnano il cammino del pellegrino attraverso temi fondamentali dell’esperienza umana: il nutrimento e la carità, la conoscenza e la ragione, la sofferenza e la prova, fino alla dimensione della trascendenza e della pace. La facciata principale introduce il viaggio attraverso il tema della mensa quotidiana, mentre le altre superfici articolano il percorso in una sequenza di immagini e simboli legati alla tradizione spirituale, culturale e artistica della Toscana francigena. Il retro raccoglie una pluralità di croci e segni cristologici, restituendo a Ponte a Rigo il suo ruolo di soglia, sintesi e approdo del cammino.
Daniel Muñoz porta sui muri riflessioni mai banali, capaci di invitare lo spettatore a interrogarsi sul presente. Per l’artista, l’arte pubblica appartiene alla comunità che la vive: essa prende parte al processo di costruzione dell’opera e ne diventa custode. In questo spirito, Muñoz, che è stato a contatto con la comunità di Ponte a Rigo per un mese circa, ha realizzato l’intervento in stretto dialogo con la comunità locale, coinvolta fin dalle prime fasi di progettazione fino alla conclusione del lavoro.
Daniel Muñoz è uno dei più noti muralisti europei. Artista figurativo, raffigura scene sospese tra la memoria collettiva del passato e l’attesa di un tempo futuro. Le sue opere prendono spunto da elementi specifici del territorio per sviluppare riflessioni di carattere universale. Muñoz inizia il suo percorso artistico nei primi anni Novanta, dipingendo sui muri della sua città natale. Il suo linguaggio è composto da simboli e codici che intrecciano la narrazione della pittura classica con le teorie sociologiche dell’arte contemporanea.
Arte Pubblica in Valdichiana è un progetto diffuso che lascia al territorio un’eredità duratura, fatta di opere contemporanee capaci di dialogare con la storia, la comunità e il paesaggio. L’opera di San Casciano dei Bagni si aggiunge a quelle di Sinalunga, Montepulciano, Chiusi, Cetona, Sarteano, Chianciano Terme e Pienza, contribuendo alla costruzione di un percorso che renderà la Valdichiana Senese unica.
Le reazioni
«E’ un progetto che lascia un’eredità concreta e duratura: un’opera contemporanea capace di dialogare con la storia, con il luogo e soprattutto con la comunità che lo abita. L’intervento di Daniel Munoz restituisce pienamente il senso profondo di questo percorso. San Casciano dei Bagni è da sempre terra di confine, di passaggio e di accoglienza, e quest’opera ne interpreta l’identità in modo potente e rispettoso, rafforzando il legame tra arte, paesaggio e dimensione spirituale. Ringrazio l’artista, i curatori e la comunità locale per aver contribuito a costruire un progetto che rende la Valdichiana Senese un luogo sempre più riconoscibile, aperto e capace di parlare al presente» – spiega la sindaca di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti
«Il progetto nasce da un processo condiviso: l’artista è arrivato in residenza senza una bozza iniziale, scegliendo di costruire l’opera solo dopo un attraversamento diretto della Via Francigena Toscana. Questo cammino ha permesso di riprendere l’impostazione delle architetture sacre antiche, concepite come costellazioni simboliche in cui la dimensione spirituale e quella umana si intrecciano. L’opera è il risultato di questa esperienza, maturata nel tempo e restituita in forma visiva a Ponte a Rigo.» – è il commento di Gian Guido Grassi curatore del progetto.