È finita in tragedia la rissa scoppiata l’8 maggio 2025 ai giardini tra via Corridoni e via Baracca a Prato. La Squadra Mobile di Prato ha eseguito quattro misure cautelari nei confronti di giovani cittadini albanesi coinvolti nello scontro.
Il 19enne accusato di omicidio è stato portato in carcere. Un 22enne è agli arresti domiciliari, mentre un 20enne e un 23enne hanno l’obbligo di dimora rispettivamente nei comuni di Montemurlo e di Prato. Quest’ultimo è già detenuto per rapina e lesioni aggravate commesse nel gennaio 2023.
Ucciso con un cacciavite
La vittima, un 38enne connazionale, è stata colpita al petto con un cacciavite durante la colluttazione. Trasportato d’urgenza all’Ospedale Santo Stefano, è morto poco dopo. Nel corso della stessa rissa, un ventiduenne ha riportato traumi al volto e al cranio, giudicati guaribili.
Come è scoppiata la violenza
Gli investigatori hanno ricostruito lo scontro tra due gruppi: due giovani armati di cacciavite e taglierino da un lato, quattro dall’altro, tra cui la vittima. Secondo il gip, la rissa nasce da tensioni personali e rivalità sul territorio, alimentate da provocazioni e offese. In pochi minuti, la lite è degenerata in violenza fisica con esito mortale.
Indagini e responsabilità
La squadra mobile continua a raccogliere elementi per chiarire dinamiche e responsabilità. Gli arresti segnano un passo decisivo nella lotta contro la violenza giovanile e lo spaccio nel centro di Prato, ma restano aperti interrogativi sul contesto sociale che ha portato a un epilogo così drammatico.