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Cantiere dell’illegalità a Castelnuovo Berardenga: anziano in nero e attività sospese

Blitz dei carabinieri nel senese: scattano denunce e sanzioni per oltre 25.000 euro in un’area edile priva di permessi e misure di sicurezza

Cantiere dell’illegalità a Castelnuovo Berardenga: anziano in nero e attività sospese

Un blitz congiunto dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Siena e del Nucleo Forestale di Rapolano Terme ha portato alla chiusura immediata di un cantiere edile nel comune di Castelnuovo Berardenga. L’operazione, inserita in un piano di controlli straordinari per la sicurezza sui luoghi di lavoro, ha fatto emergere uno scenario di totale irregolarità che ha coinvolto due diverse imprese operanti nell’area.

Al centro dell’ispezione dei militari è balzata subito agli occhi la posizione di un operaio anziano, impiegato nel cantiere senza alcun contratto né comunicazione obbligatoria di assunzione. Un lavoratore “fantasma” per il fisco e per le tutele previdenziali, la cui presenza in un luogo ad alto rischio come un cantiere edile rappresenta una delle violazioni più gravi riscontrate durante il controllo.

L’illegalità non si fermava tuttavia al solo impiego sommerso. Gli accertamenti tecnici hanno infatti rivelato che le ditte erano completamente sprovviste della “patente a crediti”, il documento diventato obbligatorio dallo scorso ottobre 2024 per poter esercitare l’attività edilizia.

A questo si aggiungeva la totale assenza del Piano Operativo di Sicurezza (POS), la cui mancanza rende di fatto impossibile garantire la salute dei lavoratori e la prevenzione degli infortuni sul campo.

Di fronte a un quadro così compromesso, i Carabinieri hanno adottato il provvedimento di sospensione immediata per entrambe le attività imprenditoriali. I due titolari delle ditte sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Siena, mentre le sanzioni amministrative e le ammende complessive hanno superato la cifra di 25.000 euro.

Solo qualche giorno fa la morte di un anziano

Questa operazione nel senese riaccende prepotentemente i riflettori sulla vulnerabilità dei lavoratori più anziani, troppo spesso vittime di un sistema che sacrifica le tutele in nome del profitto. Una dinamica che purtroppo non è isolata nel panorama toscano.

Basti pensare alla recente tragedia avvenuta a Pescia, dove Giovanni Cosci, un tecnico di 78 anni, ha perso la vita all’interno di una RSA mentre effettuava una manutenzione. Anche in quel caso, le indagini hanno confermato che l’uomo lavorava in nero nonostante l’età avanzata. Episodi come quello di Castelnuovo Berardenga confermano quanto sia fondamentale la vigilanza per evitare che il lavoro irregolare si trasformi, ancora una volta, in cronaca nera.