Una donna di 45 anni originaria del livornese: è stata lei ad attirare Antonio Corvino nella trappola sfociata nell’agguato mortale di venerdì notte (27 febbraio) iniziato alla stazione di Rifredi e proseguito all’interno di un’abitazione al civico 99 di via Reginaldo Giuliani, alla periferia nord di Firenze; ad attenderlo alla stazione però non c’era lei, ma Gabriele Citrano e il suo compagno Giacomo Mancini; forse era quello l’unico modo per convincerlo a presentarsi all’appuntamento.
Citrano e Mancini, armati di mazza da baseball, volevano riscuotere (con le buone o con le cattive) da Corvino i 2mila euro di debito per l’acquisto di stupefacenti.
La 45enne, che conosceva i tre, interrogata dai carabinieri del reparto operativo di Firenze e dal sostituto procuratore Andrea Cusani, ha ammesso di aver attirato Corvino, ma di ignorare le intenzioni dei due aggressori.

Convalidati i tre arresti in flagranza di reato. L’udienza si è svolta on line con la partecipazione di Daniele Atzeni, 34 anni, fiorentino, Antonio Corvino, 31, viareggino, e Giacomo Mancini, 52enne pisano; Atzeni e Corvino si trovano nel carcere fiorentino di Sollicciano, mentre per Mancini sono stati disposti i domiciliari.
Citrano e Mancini erano arrivati a Firenze da Pisa in auto: nella vettura erano presenti anche la 45enne livornese che aveva fissato l’appuntamento con Corvino, e un altro soggetto, che una volta raggiunta la stazione di Rifredi ha preso un treno per fare ritorno a Pisa. Mentre Citrano e Mancini affrontavano Corvino alla stazione, la 45enne è rimasta in auto, dove si sarebbe addormentata.
Daniele Atzeni era all’interno dell’appartamento di via Reginaldo Giuliani dove ha cercato riparo Corvino braccato da Citrano e Mancini, e avrebbe aiutato l’amico a difendersi dall’aggresione. Nell’appartamento i due hanno preso due coltelli da cucina, la lite è poi sfociata nel delitto: ad avere la peggio Gabriele Citrano, uno dei due aggressori di Corvino. Le due armi da taglio sono state sequestrate.

Intanto è stato affidato l’incarico per l’autopsia. L’esame, fondamentale per capire le responsabilità degli arrestati e quale dei due coltelli abbia ucciso Citrano, sarà eseguito dalla dottoressa Susanna Gamba.
Nel frattempo, oltre all’inchiesta per omicidio volontario prosegue l’indagine sul traffico di droga. All’interno dlel’appartamento pisano della vittima è stato trovato un quantitativo di stupefacenti tale da far ipotizzare un’attività di spaccio: tra le sostanze sequestrate eroina e droga sintetica, come il PV, una sostanza in cristalli, che quasi certamente proviene dal’Olanda o dall’est europeo, spesso atrraverso i normali canali di spedizione perché difficile da intercettare perché priva di odore e sapore.