Domani a Siena ricorre il tredicesimo anniversario della morte di David Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi precipitato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni la sera del 6 marzo 2013. Proprio nel giorno della ricorrenza la commissione parlamentare d’inchiesta sarà in città e presenterà gli ultimi sviluppi del lavoro svolto, insieme alla ricostruzione degli eventi su cui sta lavorando.
Al centro delle verifiche anche il ruolo che Rossi ricopriva all’interno di Mps. Oltre alla comunicazione istituzionale, il manager era responsabile della gestione delle sponsorizzazioni e della pubblicità del gruppo bancario, un settore che muoveva circa 50 milioni di euro l’anno. Tra i principali beneficiari figuravano il Siena Calcio, la Mens Sana Basket e il Rugby Viadana, realtà sportive sulle quali ora si concentrano nuove verifiche.
Nella relazione intermedia approvata nei giorni scorsi, la commissione ipotizza una dinamica diversa rispetto a quella ricostruita nelle precedenti indagini della magistratura, che avevano portato all’archiviazione per suicidio nel 2014 e nel 2017.
Secondo i commissari, Rossi sarebbe stato aggredito nel suo ufficio prima della caduta. Le nuove consulenze tecniche parlano di lesioni al volto che sarebbero state provocate poco prima di precipitare e che, secondo i periti, non sarebbero compatibili con un gesto autolesivo. Un’altra analisi individua segni riconducibili a un tentativo di trattenere il manager per il polso sinistro mentre si trovava già all’esterno della finestra.
Una ricostruzione che però riapre il confronto con quanto emerso nelle precedenti inchieste della procura di Siena, che avevano escluso la presenza di altre persone nell’ufficio quella sera. Le indagini giudiziarie intanto sono state riaperte con un nuovo fascicolo.