La sentenza del tribunale di Lucca

Lucca, prese soldi dall’amante: dovrà restituirli ai figli dopo la sua morte

Sei assegni da 10.000 euro in donazione per cui sarebbe servito un notaio

Lucca, prese soldi dall’amante: dovrà restituirli ai figli dopo la sua morte

Trascinata in Tribunale per ridare, secondo la stima degli eredi, almeno 180mila euro, è stata condannata a restituire al fratelo che le aveva fatto causa, un terzo di quei soldi.
E una storia abbastanza paradossare quella approdata al tribunale di Lucca a dieci anni di distanza dalla morte di un imprenditore che aveva lasciato un eredità ai figli una cifra molto più modesta di quella che si attendevano.

L’errore nella donazione

Per colpa, hanno sostenuto, di quella che consideravano l’amante del loro genitore, ignorata o quasi senza sapere quanto il padre spendesse per lei.
Uno dei figli ha fatto causa alla donna e il giudice ha nnullato la donazione di sei assegni da 10 mila euro che aveva riscosso, disponendo anche a suo carico il pagamento delle spese legali.
Secondo il tribunale l’uomo poteva dare il denaro a chi voleva, ma la forma della donazione andava sostenuta da una procedura formale prevista dall’articolo 782 del codice civile. Non era una donazione indiretta, bensì diretta e, quindi, avrebbe dovuto presentarsi da un notaio e ufficializzare le sue volontà alla presenza di due testimoni.

Gli “altri” 120.000 euro

Sui 120mila euro che per gli eredi erano usciti dai conti del padre per finire in quelli dell’amante, il Tribunale ha invece respinto la richiesta. Si trattava infatti di erogazione precedenti al 2007 per le quali non sono stati portati riscontri contabili. L’imputata aveva riferito di non sapere niente di quelle somme, negando di averle mai percepite. E nessuno, su quelle, aveva le prove per contestarle il contrario.