questione politica

Affaire rigassificatore a Piombino: Ferrari nuovo commissario? I cittadini di nuovo in piazza il prossimo 11 aprile

Nei giorni scorsi Giani ha ribadito di non voler firmare alcuna proroga oltre la scadenza prevista per il luglio 2026, almeno finché non saranno realizzate le opere di compensazione e mitigazione ambientale promesse al territorio.

Affaire rigassificatore a Piombino: Ferrari nuovo commissario? I cittadini di nuovo in piazza il prossimo 11 aprile

È stretto tra due fuochi il sindaco di Piombino Francesco Ferrari dopo il decreto sul rigassificatore. Da una parte i cittadini e gli interessi della sua città, dall’altra il Governo, che appartiene allo stesso schieramento politico. Eppure la posizione del primo cittadino resta quella già espressa più volte: contrarietà alla permanenza della nave.

Intanto però il suo nome circola con sempre più insistenza come possibile nuovo commissario straordinario al posto del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Un’ipotesi che prende forza proprio dopo il nuovo scontro istituzionale tra Regione e Governo.

Nei giorni scorsi infatti Giani ha ribadito di non voler firmare alcuna proroga oltre la scadenza prevista per il luglio 2026, almeno finché non saranno realizzate le opere di compensazione e mitigazione ambientale promesse al territorio. Un pacchetto di interventi inserito nell’accordo del 2022 e considerato dalla Regione una condizione indispensabile per qualsiasi estensione dell’attività del rigassificatore.

Il nodo si è riaperto con il nuovo decreto del Governo che consente all’impianto di continuare a operare per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali. Una decisione che ha riacceso anche lo scontro politico.

Proprio per superare l’impasse l’esecutivo starebbe valutando la sostituzione di Giani con un nuovo commissario.

Tra le ipotesi, appunto, quella del sindaco Ferrari. Una scelta che porterebbe la gestione direttamente sul territorio ma che aprirebbe anche nuovi interrogativi politici.

Ferrari, finora, rivendica la propria autonomia: dice di aver preso posizione anche contro un governo dello stesso colore politico e ribadisce che prima vengono gli interessi della comunità.

Sul fronte della città, intanto, la mobilitazione non si ferma. Nei giorni scorsi i cittadini sono tornati in piazza e una nuova manifestazione è già stata annunciata per l’11 aprile, per chiedere ancora una volta la rimozione della nave.

Una vicenda che resta tecnica, ma che ormai è diventata soprattutto politica.