C’è la richiesta di rinvio a giudizio per otto persone nell’inchiesta sull’incidente mortale avvenuto il 20 agosto 2023 sull’Aurelia, nel tratto di Gavorrano, in cui perse la vita una coppia: Giovanni Cardinali e Monica Rosi.
Nei guai sono finiti dirigenti Anas, responsabili della manutenzione, tecnici e installatori della barriera. A tutti viene contestata, a vario titolo, una condotta omissiva legata ai controlli, alla vigilanza e alla scelta tecnica della barriera installata lungo la carreggiata nord, ritenuta non adeguata a quel tratto di strada.
La barriera
Secondo il sostituto procuratore di Grosseto Carmine Nuzzo, il dispositivo di protezione laterale montato sul bordo della carreggiata non avrebbe rispettato le caratteristiche richieste per quel tratto dell’Aurelia e avrebbe avuto un ruolo determinante nella dinamica dell’incidente mortale. L’aspetto centrale dell’inchiesta riguarda il tipo di terminale installato sulla barriera. Secondo la Procura sarebbe stato montato un terminale semplice, adatto a stradale dove il limite massimo di velocità è di 50 chilometri orari, mentre in quel punto si può arrivare fino ai 110.
L’incidente
Fu proprio in quel tratto che la Renault Captur su cui viaggiavano marito e moglie perse improvvisamente aderenza spostandosi verso destra. Il mezzo urtò il terminale iniziale del guard-rail e proprio quell’impatto, secondo la ricostruzione tecnica, avrebbe prodotto l’effetto più drammatico. Anziché contenere il veicolo, la barriera avrebbe agito come una sorta di rampa di lancio, facendo sollevare l’auto per circa 43 metri fino al violento schianto contro un albero fatale per il 54enne Giovanni Cardinali e la sua consorte, di 8 anni più giovane.
La decisione
Adesso sarà il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Grosseto a decidere se mandare a processo gli otto indagati.