Indagine Federalberghi

Pasqua in viaggio per 10,6 milioni

Solo il 15% sceglie l'estero. Tra le mete si predilige il mare

Pasqua in viaggio per 10,6 milioni

Nonostante tutto, c’e’ chi parte. In previsione della Pasqua, gli italiani hanno prenotato le proprie vacanze con largo anticipo, hanno deciso di utilizzare principalmente il proprio mezzo di trasporto per affrontare il viaggio dedicato alle festività più attese, prima dell’arrivo della stagione estiva: saranno 10,6 milioni coloro che partiranno per godersi un soggiorno fuori di casa, principalmente in zone vicine alla propria regione, senza esagerare con le distanze. La maggioranza di essi, l’85%, resterà nel Belpaese, mentre solo il 15% opterà per destinazioni estere. Il tutto produrrà un giro di affari di 5,5 miliardi di euro. Questo il quadro del movimento turistico degli italiani per la Pasqua 2026, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi.

Il “bollino rosso” delle partenze si collocherà nella giornata di venerdì santo, 3 aprile (41,6%), mentre giovedì 2 aprile si muoverà la prima consistente “quota” di viaggiatori (30%).

Saranno circa 10,6 milioni gli italiani in viaggio per le festività pasquali di cui 7 maggiorenni e 3,6 minorenni.

DESTINAZIONI PREFERITE – L’85,0% degli intervistati resterà in Italia, mentre il 15% sceglierà una località estera. Le mete preferite per i viaggiatori che resteranno in Italia saranno il mare (33,0%), le località d’arte (21,2%), la montagna (20,0%) e, a seguire, i laghi (4,2%) e le località termali (3,3%). Per coloro che invece si recheranno all’estero, vincono le grandi capitali europee (62,3%), seguite da quelle extraeuropee (12,7%), dalla montagna (9,1%) e dalle località marine (8,7%).

L’ALLOGGIO – L’alloggio preferito sarà la casa di parenti e amici (33,5%); segue l’albergo  e il villaggio turistico con un 17,8%, le case di proprietà (14,8%) e i bed & breakfast (13,9%).

LA DURATA – La vacanza avrà una durata media di 3,9 giorni. Resta incisivo il tema dell’aumento del costo della vita, che avrebbe indotto il 47,8% degli individui intervistati a ridurre la durata del soggiorno.