La notte del 29 marzo

Torna l’ora legale, lancette avanti di un’ora

Si dorme un'ora meno, ma si risparmia energia. Allo studio l’introduzione permanente dell’ora legale

Torna l’ora legale, lancette avanti di un’ora

La luce sta tornando: con l’arrivo della primavera, se non addirittura prima, in molti si sono accorti che le giornate si sono già allungate, ma con il ritorno dell’ora legale, quando alle due di notte di domenica 29 marzo bisognerà spostare le lancette avanti di 60 minuti, le ore di luce in più saranno ancora più più evidenti e pazienza per la perdita di un’ora di sonno; dunque ci sarà luce naturale da sfruttare; per l’ora solare se ne riparlerà il prossimo 25 ottobre.

Ma che cos’è l’ora legale? E’ la convenzione di spostare avanti di un’ora le lancette degli orologi per sfruttare meglio l’irradiazione del sole durante il periodo estivo e risparmiare in termini di energia elettrica.

Nata in tempi di crisi, è stata introdotta in Italia per la prima volta durante la prima guerra mondiale: era il maggio del 1916, con interruzioni tra il 1921 e il 1939, e poi tra il 1948 e il 1965.

Le ragioni drammatiche che spinsero a quella decisione sono ormai un lontano ricordo, ma anche oggi, in tempi in cui risparmiare energia è una priorità, l’ora legale svolge egregiamente la sua funzione, nonostante alcuni scettici sostengano che sia solo dannoso per l’orologio biologico; il passaggio dall’ora solare all’ora legale e viceversa non è infatti indolore, in certi casi può avere effetti negativi sulla salute perché si altera la ritmicità circadiana; quanto al risparmio, secondo le stime di Terna durante i 7 mesi di ora legale l’Italia risparmierà circa 100 milioni di euro grazie al minor consumo di energia elettrica pari a circa 330 milioni di kilowatt ore che genererà inoltre un rilevante beneficio ambientale quantificabile nella riduzione di circa 160mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Nel 2018 la commissione europea a guida Jean Claude Juncker aveva presentato una proposta direttiva per lo stop al cambio dell’ora insieme a svariati stujdi sui danni alla salute psicofisica , sottolineando la scarsa rilevanza in termini di risparmio energetico dell’ora legale; la proposta è tuttavia naufragata perché nessuna decisione definitiva è stata adottata, per adottarla occorre infatti la luce verde sia del consiglio , sia del parlamento europeo, che però in questi ultimi tempi ha questioni forse un poì più urgenti e gravose da affrontare.