Nonostante tutto, la tradizione resiste. La guerra e l’impatto del caro gasolio sulle uscite in mare della marineria nostrana non rinunciano alla tradizione del Venerdì Santo “di magro”, con sei famiglie su dieci (58%) che porteranno a tavola il pesce, orientandosi sulla base delle specie disponibili sui banchi per la preparazione delle ricette storiche della cucina regionale di mare. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè sulla Pasqua 2026, con i prodotti ittici dei nostri mari che vincono largamente la sfida delle preferenze. Non manca comunque una piccola minoranza che seguirà invece il digiuno totale per onorare il precetto religioso di astensione dalla carne.
Nelle scelte di acquisto il pesce azzurro domina la scelta per il “magro” pasquale, grazie a piatti che fondono sapori marini e contadini come il baccalà alla livornese, la frittura di paranza alla viareggina che valorizza il piccolo pescato di fondale come triglie, tracine, gallinelle e sogliole, le seppie con le bietole, le acciughe alla povera o il classico pescato del giorno al forno per citare i più gettonati. Se a causa del caro gasolio la disponibilità di pesce italiano è calata nelle prime settimane di marzo del 20% rispetto a prima dell’inizio della guerra in Iran, le misure messe in campo dal Governo grazie all’interlocuzione costante con Coldiretti, come il credito d’imposta, hanno ridato ossigeno al settore.
Scegliere prodotto italiano aiuta peraltro – ricorda Coldiretti Toscana – a sostenere l’economia del Paese e l’attività di 600 pescherecci toscani. Per questo e per evitare le insidie del mercato, dove la maggior parte del pesce in vendita proviene dall’estero, Coldiretti consiglia di prestare attenzione all’etichetta esposta sul banco. Questa deve indicare chiaramente il metodo di produzione (“pescato”, “pescato in acque dolci”, “allevato”), il tipo di attrezzo utilizzato per la cattura e la zona di provenienza, anche attraverso mappe o disegni. Per quanto riguarda il pesce congelato, è obbligatoria la data di congelamento. Inoltre, se il prodotto è stato congelato e poi decongelato prima.