Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino celebra uno degli eventi più significativi dell’anno: mercoledì 29 aprile 2026 alle ore 20, nella Sala Grande, è in cartellone il concerto sinfonico in onore del novantesimo compleanno del maestro Zubin Mehta.
Il Maestro, Direttore Onorario a vita del Maggio e figura imprescindibile della cultura internazionale, ha scelto di festeggiare questa ricorrenza proprio a Firenze, sottolineando il legame profondo con l’Orchestra, il Coro e quella che lui definisce la sua “famiglia fiorentina”. Il sovrintendente Carlo Fuortes ha descritto la scelta come un atto d’amore commovente verso la città e tutto il suo pubblico.
In programma la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 di Ludwig van Beethoven, capolavoro che incarna ideali di fratellanza e umanità. Sul podio, il maestro Mehta dirigerà l’Orchestra e il Coro del Maggio (guidato da Lorenzo Fratini) insieme a un cast di solisti d’eccezione: il soprano Jessica Pratt, il mezzosoprano Szilvia Vörös, il tenore Bernard Richter e il basso Simon Lim.

Zubin Mehta rappresenta un punto di riferimento assoluto. Il suo sodalizio con il Maggio è iniziato nel febbraio del 1962 e, in oltre sessant’anni di carriera, lo ha visto protagonista di oltre 2000 spettacoli tra concerti, opere e tournée. La serata del 29 aprile non sarà solo un appuntamento musicale di altissimo livello, ma una vera celebrazione di un percorso straordinario iniziato a Mumbai e proseguito sui podi più prestigiosi del mondo, dai Wiener Philharmoniker alla New York Philharmonic.
Oltre al concerto, il Teatro dedicherà al Maestro una mostra fotografica nel Foyer con 90 scatti e un video che ripercorrono la sua lunga carriera. L’esposizione sarà inaugurata il 29 aprile alle ore 19:15 e rimarrà aperta fino al termine del Festival, l’1 luglio prossimo.
La scelta della Nona di Beethoven non è casuale. Come ricordato dallo stesso Mehta, il testo dell’Inno alla gioia di Schiller parla di pace e fratellanza, un messaggio quanto mai attuale. L’opera, ultima fatica sinfonica di Beethoven, segnò una rivoluzione introducendo per la prima volta la voce umana in una sinfonia, lasciando un’eredità insuperabile che ancora oggi continua a emozionare e unire i popoli.