"Non è come il Covid"

Hantavirus, Giani rassicura: “Nessun allarmismo”

“Paziente fiorentina senza sintomi, tra 7 giorni esce dall’isolamento”

Hantavirus, Giani rassicura: “Nessun allarmismo”

Sull’Hantavirus nessun allarmismo. E’ il messaggio di rassicurazione che il presidente Eugenio Giani rivolge ai toscani.

La donna di 37 anni di Firenze in isolamento “è asintomatica” e l’Hantavirus “si trasmette solo in presenza di sintomi, quindi lei non contagia altri”, pertanto “già la prossima settimana insieme ai medici, se lei continuasse a non avere alcun sintomo, noi al 95% potremmo dare come positivamente sviluppata l’osservazione che terminerebbe in ogni caso l’8 giugno”.

Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha dato gli ultimi aggiornamenti sullo stato della viaggiatrice di Firenze tracciata e posta in sorveglianza sanitaria.

“Ci siamo resi conto – ha anche detto Giani – che è stata sempre distante in aereo dalla persona che poi  è morta. I minuti sono stati davvero pochi”.

Comunque, ha sottolineato Giani, “dobbiamo essere molto chiari. Hantavirus non è il Covid. Occorre che abbia condizioni molto particolari per sviluppare il contagio, che ci siano sintomi in essere; la sua trasmissione è chiaramente molto più difficoltosa e anche lenta: di conseguenza lo scopo della quarantena è precauzionale“.

La cittadina residente a Firenze sottoposta a procedure di sorveglianza sanitaria è stata individuata come uno dei quattro contatti italiani della donna recentemente deceduta a causa dell’Hantavirus. La donna era sulla nave da crociera MV Hondius, colpita da un focolaio di Hantavirus dopo esser partita dall’Argentina il primo aprile. Una volta salita in areo stava già così male che il personale di volo non l’ha fatta partire. Secondo quanto riportato nella comunicazione ministeriale, il contatto sarebbe avvenuto durante le operazioni di imbarco sul volo Klm con scalo a Roma su cui viaggiava la persona ammalata poi morta a Johannesburg e non risulterebbe essere stato né ravvicinato né prolungato.

Giani ha riferito che “la signora collabora e la ringrazio di questo”, “io mi sento di poter dire che non possiamo e non dobbiamo assecondare un clima di eccessiva preoccupazione nella popolazione”. Tra Hantavirsu e Covid, ha fatto notare Giani, “siamo su due situazioni completamente diverse, fra il livello dell’Hantavirus e quello ben più agile di contagio e trasmissibilità da parte del Covid”. Giani ha evidenziato nella gestione del caso lo stretto collegamento tra la sanità toscana e il ministero della Salute: “C’è stata stretta sintonia di azione in esecuzione delle disposizioni del ministero che poi arriveranno anche attraverso una circolare, nelle prossime ore e che noi osserveremo. Però intanto sottolineo la grande capacità operativa dei nostri operatori della sanità che sono riusciti ad arrivare con tempestività alla persona e a porre in essere con grande capacità ed efficienza tutto ciò che è necessario rispetto a quanto la legge ci prescrive di fare”.

La nota dell’Ordine dei Medici di Firenze

“Parlare oggi di Hantavirus significa fare informazione corretta su un’infezione rara, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni. Il rischio per la popolazione generale resta basso”

A dirlo è l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Firenze, intervenendo dopo le recenti notizie relative a casi di Hantavirus emersi in Italia, di cui uno riguarda una donna fiorentina.

“Non siamo davanti a un altro Covid, perché la trasmissione da persona a persona non rappresenta la modalità tipica di diffusione dell’infezione. Nei casi osservati in Italia il decorso è stato spesso lieve o addirittura privo di sintomi – spiegano dall’Ordine – anche se in alcuni pazienti possono comparire febbre alta, dolori muscolari, mal di testa, nausea e forte stanchezza”.

“Sono considerazioni frutto anche dell’esperienza perché, ad esempio, già alla fine degli anni ’80, nell’area fiorentina, furono descritti alcuni episodi italiani con interessamento renale acuto legato al virus Hantaan, tra i primi segnalati nel nostro Paese”, ricorda l’Ordine dei Medici.

“È vero che alcuni ceppi europei possono interessare il rene e provocare alterazioni della funzionalità renale, mentre varianti diffuse nelle Americhe possono causare complicanze polmonari più severe. No quindi alle sottovalutazioni, ma no anche agli allarmismi. Il primo consiglio da dare ai cittadini – conclude l’Ordine – è rivolgersi al proprio medico soprattutto se compaiono febbre, difficoltà respiratorie, riduzione della diuresi o marcata debolezza”.