Prosegue l’attività della Guardia di Finanza di Grosseto contro il lavoro sommerso e le irregolarità nei rapporti di impiego. Nei primi mesi del 2026 le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli su tutto il territorio provinciale, concentrandosi soprattutto nei settori della ristorazione, dell’edilizia e dei servizi alla persona.
Complessivamente sono stati effettuati 45 interventi dai reparti dipendenti del Comando Provinciale, con verifiche che hanno portato all’identificazione di 130 lavoratori. Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire le modalità di impiego e la regolarità delle posizioni lavorative.
Dai controlli sono emersi 16 lavoratori completamente in nero, oltre ad altri 32 impiegati in maniera irregolare. Tra le figure individuate figurano anche un cuoco, un barbiere e un addetto a un autolavaggio.
In tre casi la Guardia di Finanza ha richiesto all’Ispettorato territoriale del lavoro la sospensione dell’attività, dopo aver accertato che oltre il 10% dei dipendenti presenti al momento delle verifiche lavorava senza regolare comunicazione di assunzione.
Per sette datori di lavoro è invece scattata la maxi sanzione amministrativa prevista dalla normativa sul lavoro irregolare, con importi che possono arrivare fino a oltre 11mila euro per ciascun lavoratore.
Nel corso delle operazioni è stato inoltre denunciato un ristoratore per presunte violazioni del Testo unico sull’immigrazione: secondo quanto contestato, avrebbe impiegato personale straniero privo di permesso di soggiorno.
La Guardia di Finanza ha annunciato che i controlli verranno ulteriormente rafforzati con l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo in cui aumenta il rischio di utilizzo di manodopera irregolare soprattutto nei settori legati al turismo e alla ristorazione.
Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza per tutte le persone coinvolte fino a eventuale sentenza definitiva.