Ha visto il proprio furgone sparire, ma non si è arreso. Lo ha agganciato, localizzato e ha fatto scattare l’allarme alla Questura, dando il via a un movimentato inseguimento in via Pratese. Finisce con un arresto, una denuncia e un poliziotto in ospedale il blitz della Polizia di Stato che ha permesso di recuperare non solo il veicolo, ma anche un ricco bottino accumulato in poche ore.
La segnalazione della Sala Operativa è rimbalzata immediatamente radio alle pattuglie della Squadra Mobile, già impegnate in un servizio di controllo del territorio nella zona. Gli agenti hanno intercettato il mezzo in transito e sono riusciti a stringergli le maniche e a intimare l’alt.
A quel punto è scattato il caos. Il conducente ha spento il motore e si è arreso, ma il complice seduto accanto a lui ha spalancato la portiera ed è schizzato fuori dall’abitacolo, tentando una disperata fuga a piedi nel traffico. La sua corsa è durata pochissimo.
Una volante del Reparto Prevenzione Crimine, arrivata a sirene spiegate in supporto, gli ha sbarrato la strada. Sentendosi in trappola, l’uomo ha reagito con una violenza, scagliandosi contro i poliziotti con calci e pugni per liberarsi dalla morsa. Una furia che è costata sei giorni di prognosi a uno degli agenti, rimasto ferito prima che il fuggitivo venisse definitivamente immobilizzato.
I motivi di tanta fretta sono apparsi chiari non appena gli agenti hanno aperto il portellone del furgone. All’interno non c’era solo il materiale edile sottratto alla ditta del proprietario, ma una vera e propria cassaforte della refurtiva giornaliera. Nascosti nell’abitacolo sono spuntati anche un pc portatile completo di borsa e un marsupio nero con diversi effetti personali. È bastato un rapido controllo per capire che quegli oggetti erano il bottino di due furti messi a segno su altrettante auto poche ore prima.
Per i due passeggeri, entrambi già noti alla giustizia, sono scattate le manette e i guai giudiziari. Il conducente, un trentacinquenne, dovrà rispondere di ricettazione. Molto peggio è andata al complice di 45 anni, arrestato in flagranza per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha già convalidato il provvedimento durante il rito direttissimo, in attesa che il processo accerti le responsabilità definitive dei due uomini, che restano coperti dalla presunzione di innocenza. La refurtiva, nel frattempo, è già tornata nelle mani dei legittimi proprietari.