È il miele di castagno la varietà preferita dai toscani: uno su tre (33%) lo consuma abitualmente. Non è il più dolce tra i nettari raccolti dagli apicoltori toscani, bensì il più amarognolo, tuttavia è quello più amato dai consumatori della nostra regione. A svelarlo è la classifica di Coldiretti Toscana divulgata in occasione della Giornata Internazionale delle Api, celebrata al Mercato di Campagna Amica di Porta San Frediano a Firenze con esposizioni, degustazioni e persino di un’arnia didattica per “spiare” le api al lavoro.
Dopo il castagno, apprezzato per le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, troviamo al secondo posto l’acacia (30%) — questa sì tra le varietà più dolci — mentre al terzo, a pari merito, un gruppo di mieli monoflora erica, sulla, eucalipto e girasole. Con 1.900 tonnellate la Toscana contribuisce al 5,9% della produzione nazionale.
Il ruolo delle api va ben oltre la produzione di miele: tre colture alimentari su quattro (75%) dipendono infatti, in una certa misura, dalla loro attività di impollinazione in termini di resa e qualità, tra cui mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni. In media una singola ape visita circa 7 mila fiori al giorno e servono fino a quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele.