Demolizione avviata. Presto un nuovo ponte prenderà il posto dell’attuale impalcato sul fiume Pesa, tra i comuni di Comuni di Barberino Tavarnelle e San Casciano in Val di Pesa. Le operazioni di demolizione, che si protrarranno per circa un mese, si inquadrano nel consistente investimento, sostenuto con risorse regionali e ministeriali, che mira a realizzare un intervento di adeguamento sismico del Ponte sul Fiume Pesa, lungo la SR 2 in entrambi i comuni chiantigiani. La Città Metropolitana ha assunto il ruolo di stazione appaltante su questo investimento pari a complessivi euro 5.300.000,00, finanziato dalla Regione Toscana per euro 1.700.000,00 e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mediante il Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027 per euro 3.600.000,00. L’opera pubblica sarà conclusa nella sua totalità entro la prossima primavera.
L’intervento di demolizione dell’impalcato interessa la parte orizzontale della struttura del ponte, all’altezza del piano strada, non gli elementi verticali che restano inalterati. La demolizione è iniziata dall’arcata centrale. L’impalcato sarà realizzato in acciaio e calcestruzzo dalla ditta incaricata.
I lavori sono stati consegnati all’impresa esecutrice lo scorso 3 novembre e da quel momento, senza subire alcuna interruzione, si sono concentrati sulle opere di cantierizzazione, sulla esecuzione dei micropali in cemento armato su entrambe le spalle e sulla realizzazione della tombinatura temporanea in alveo fluviale, che ha interessato, delle tre campate del ponte, soltanto quella in cui scorre il fiume, adiacente alla spalla destra e ubicata sulla sponda del comune di Barberino Tavarnelle. La tombinatura, effettuata mediante l’adozione di tre tubazioni di acciaio ondulato, aventi ognuna un diametro di due metri, ha consentito di realizzare il piano di lavoro dal quale opereranno i mezzi impiegati nella demolizione dell’impalcato in cemento armato, con un metodo che prevede, in abbinamento a pile provvisorie e alla puntellatura delle pile esistenti, l’utilizzo di una serie di escavatori operanti da terra ed equipaggiati con martello demolitore e pinze. La demolizione dell’impalcato avverrà gradualmente, procedendo da monte verso valle per ciascuna delle tre campate, iniziando da quella centrale per poi passare a quella destra e concludersi con quella sinistra. Una volta rimosso il vecchio impalcato i lavori proseguiranno – durante i mesi di luglio, agosto e settembre – con le opere di consolidamento delle fondazioni delle due spalle e delle due pile esistenti, da effettuarsi mediante la realizzazione di micropali in cemento armato. I mesi di ottobre e novembre saranno invece dedicati all’assemblaggio a pie’ d’opera e al varo del nuovo impalcato, concepito con schema statico a trave continua su tre campate e realizzato in struttura mista, con le due travi e i vari traversi in acciaio corten e la soletta in cemento armato. Completeranno l’opera l’installazione delle nuove barriere di sicurezza e dei nuovi parapetti, sempre in acciaio e sviluppate per tutti gli 80 metri di lunghezza del ponte, con una nuova piattaforma stradale che avrà una larghezza di 12,50 metri. Dopo lo smontaggio dei ponteggi, la posa in opera della nuova pavimentazione, la realizzazione della segnaletica stradale e lo smantellamento del cantiere con il ripristino paesaggistico delle relative aree, entro gennaio 2027 il ponte potrà essere riaperto al transito veicolare, che dal 3 novembre scorso è stato interdetto con specifica ordinanza e dirottato sul percorso alternativo della SP 94, attraverso l’abitato della Sambuca. L’opera sarà conclusa entro marzo 2027.
“Un’opera importante che ha visto in questi mesi la predisposizione di rilevanti lavori – dichiara il sindaco David Baroncelli, Consigliere delegato alla Viabilità per la Zona della Piana Fiorentina e Chianti, – che consentiranno la demolizione del ponte e la sua ricostruzione, investire sulla SR2 è investire su un’arteria storica, una strada di fondamentale importanza in quanto asse di collegamento tra Firenze e Siena, nonché foriera di turismo e di bellezze locali, una viabilità che oggi si attesta come unica alternativa al raccordo autostradale Firenze-Siena. Sono ingenti le risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana che ringraziamo per l’attuazione di un’opera che interessa anche la sicurezza della viabilità del territorio”.