L’improvviso e inaspettato ritorno del freddo, con neve e temperature sotto zero, sta mettendo ancora una volta a rischio il lavoro degli agricoltori nelle campagne toscane: l’allarme arriva da Coldiretti. A preoccupare le gelate tardive, arrivate proprio nel momento più delicato per molte colture, quando le piante sono in fiore e quindi più vulnerabili.
Nella Valdichiana, cuore della produzione regionale di mele, pesche e pere, gli agricoltori sono già intervenuti attivando gli impianti antigelo e antibrina.
Da giorni i sistemi funzionano anche durante la notte per proteggere le fioriture, con temperature scese fino a meno 2,5 gradi. Il meccanismo è ormai collaudato: si nebulizza acqua sulle piante, il ghiaccio che si forma crea una sorta di “effetto igloo” capace di isolare i germogli dal freddo e proteggere i futuri raccolti. Una difesa efficace, ma assai costosa, soprattutto per l’impatto dei consumi energetici.

Accanto agli impianti, gli agricoltori ricorrono anche a metodi tradizionali. In diverse aree vengono accesi falò notturni tra i filari per alzare la temperatura e limitare i danni delle gelate. Sorvegliate speciali viti, olivi e alberi da frutto, ma anche ortaggi e colture primaverili appena avviate.
E’ vero che la primavera ha sempre portato con sé il rischio di gelate tardive e grandinate, ma i cambiamenti climatici stanno rendendo questi eventi più frequenti e dannosi”evidenziando come il nuovo scenario renda sempre più necessari investimenti in tecnologia e assicurazioni per proteggere le produzioni e il reddito delle aziende.