Missione sanitaria toscana in Uganda

Missione sanitaria toscana in Uganda

Protremmo inziare dichiarando “missione compiuta”.  Ci riferiamo alla nuova missione sanitaria toscana nella Regione di Gulu, nel nord dell’Uganda, presso il St. Mary’s Lacor Hospital, il più grande ospedale non profit dell’Africa equatoriale e importante polo universitario della Facoltà di Medicina locale. L’iniziativa è stata realizzata  grazie a un progetto approvato dalla Regione Toscana e sostenuto dal Centro di Salute Globale, con il contributo e l’impegno congiunto di tre aziende sanitarie toscane: Ausl Toscana Centro, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi e Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese.

La missione, svoltasi dal 9 al 24 gennaio, ha visto la partecipazione di un’équipe multidisciplinare composta da Enrico Vallin e Valentina Mancini, otorinolaringoiatri; Alessandra Melai e Marco Luchini, anestesisti; Camilla Bing, chirurgo generale, tutti della AUSL Toscana Centro; da Roberto Santoro, specialista in audiologia e chirurgia oncologica testa-collo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi; e da Giovanni Giannò, infermiere strumentista della stessa azienda ospedaliera.

Nel corso delle due settimane di attività è stata svolta un’intensa attività clinica e chirurgica: complessivamente sono stati visitati 125 pazienti, mentre 59 sono stati sottoposti a intervento chirurgico, tra cui lobectomie tiroidee e tiroidectomie totali. Gli ipertiroidismi rappresentano condizioni particolarmente delicate, che richiedono un’accurata preparazione farmacologica preoperatoria, competenze anestesiologiche e chirurgiche avanzate e un attento monitoraggio post-operatorio, indispensabile per ridurre il rischio di complicanze.

Gli interventi chirurgici e le terapie farmacologiche sono stati resi possibili   grazie al contributo di donazioni private e a uno specifico sostegno della Banca di Cambiano. Rimane tuttavia rilevante il problema del costo della terapia sostitutiva necessaria dopo la tiroidectomia totale: alcuni pazienti, infatti, hanno rinunciato all’intervento per difficoltà economiche. In Uganda il costo delle cure sanitarie è generalmente sostenuto direttamente dai pazienti e dalle loro famiglie, e l’accesso alle terapie croniche rappresenta ancora oggi un ostacolo significativo, soprattutto nelle aree rurali più svantaggiate.

Tra i risultati concreti della missione si segnala inoltre la donazione al laboratorio interno dell’ospedale di un emogasanalizzatore, strumento specialistico trasportato dall’Italia e fondamentale per la valutazione dei livelli di calcio nel periodo post-operatorio.

A conclusione della missione sono state inoltre elaborate specifiche linee guida operative a supporto dell’attività dei medici locali e degli anestesisti della terapia intensiva, con l’obiettivo di consolidare le competenze acquisite e migliorare ulteriormente la gestione dei pazienti affetti da patologie tiroidee.