Firenze è la città capoluogo col più alto consumo di suolo in Toscana, il secondo Comune della Regione dopo Forte dei Marmi. A dirlo è Arpat, l’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpat), alla presentazione dell’Annuario 2025 sui dati ambientali della Toscana. Ma andiamo per ordine e vediamo in sintesi quali dati sono emersi, a partire dalla qualità dell’aria:
Qualità aria
Nel 2024 Firenze ha registrato un miglioramento significativo sul fronte del biossido di azoto (NO₂), storico punto critico urbano legato soprattutto al tra!ico veicolare e alla morfologia della conca fiorentina. Un dato non marginale, considerando che proprio su questo inquinante la città è stata a lungo osservata speciale anche in ambito europeo.
Diverso il quadro nella Piana di Lucca, dove il particolato PM10 ha continuato a rappresentare un elemento di pressione ambientale; tuttavia, le anticipazioni relative al 2025 indicano un rientro nei limiti normativi anche per quest’area. Un segnale incoraggiante che suggerisce l’e!icacia delle misure strutturali e dei piani regionali di qualità dell’aria, pur in un contesto climatico sempre più variabile.
Resta invece una criticità strutturale l’ozono (O₃), inquinante secondario la cui formazione è favorita dall’irraggiamento solare e dalle alte temperature.
Pollini
La stagione pollinica 2024 in Toscana si è aperta tra fine gennaio e inizio febbraio con nocciolo, cipresso, ontano e frassino, per concludersi a inizio ottobre con le erbacee della famiglia delle Composite, come ambrosia e artemisia. Una finestra temporale ampia, che riflette un progressivo allungamento delle stagioni biologiche già osservato in diversi studi europei.
Il monitoraggio continuo è effettuato con quattro campionatori attivi ad Arezzo, Firenze, Grosseto e Lido di Camaiore. Nel 2024 si è registrato un aumento marcato dei pollini aerodispersi ad Arezzo e più contenuto a Firenze, attribuibile soprattutto a cipresso, graminacee e oleacee. Grosseto, al contrario, evidenzia un calo di circa il 14% rispetto all’anno precedente, segnale che la variabilità locale – meteorologica e vegetazionale – gioca un ruolo determinante.
Oltre ai pollini, vengono monitorate numerose spore fungine, tra cui l’Alternaria, particolarmente rilevante per la salute respiratoria. Nel 2024 le concentrazioni totali hanno superato le 10.000 spore/m³ con stagioni di sporulazione superiori ai 100 giorni ad Arezzo, Firenze e Grosseto, dove si registrano come di consueto i valori massimi.
Acque superficiali, di transizione, lacustri e sotterranee
Le acque superficiali toscane presentano un quadro articolato. Nei corsi d’acqua lo stato ecologico risulta buono nel 30% dei casi, su!iciente nel 49%, mentre il restante 21% si colloca tra condizioni scarse e cattive. Dal punto di vista chimico, il 55% dei corpi idrici raggiunge lo stato buono, mentre il 45% evidenzia criticità legate soprattutto alla presenza di sostanze come PFOS, mercurio, nichel, benzo[a]pirene e cadmio, con ulteriori elementi di attenzione rappresentati da arsenico e cromo.
Nelle acque di transizione lo stato ecologico è generalmente su!iciente, anche se la valutazione risente della limitata disponibilità di bioindicatori negli ultimi anni. Dal punto di vista chimico, solo la Diaccia Botrona raggiunge lo stato buono, mentre negli altri corpi idrici si registrano superamenti dei limiti normativi, in particolare per PFOS e metalli. Le analisi dei sedimenti evidenziano ulteriori criticità, legate soprattutto alla presenza di DDT e metalli.
Per le aree lacustri, il biomonitoraggio evidenzia situazioni di!erenziate: qualità scarsa nel lago di Chiusi, buona negli invasi di Bilancino e Calvanella e su!iciente nel lago di Massaciuccoli. Complessivamente, l’84% dei corpi idrici lacustri presenta una qualità chimica buona, mentre il restante 16% mostra superamenti per mercurio e nichel. Nel triennio 2022-2024 si registra tuttavia un peggioramento generale, con una riduzione dei corpi idrici in stato ecologico buono del 13% e di quelli in stato chimico buono del 5%.
Le acque sotterranee mostrano nel 2024 una situazione ancora critica: il 28% dei corpi idrici è in stato chimico scarso. Le principali pressioni derivano da attività urbane e industriali, agricoltura e sovrasfruttamento delle risorse, aggravate da periodi di deficit idrico che favoriscono l’aumento di alcuni parametri naturali e contaminanti, come manganese, sodio, ferro, conducibilità e benzo[a]pirene.

Mare: acque
Nel triennio 2022-2024 il mare toscano conferma una buona qualità ecologica, con il 75% dei corpi idrici costieri in stato elevato o buono e il restante 25% in stato su!iciente. Permane invece una criticità strutturale sul piano chimico, che per il dodicesimo anno consecutivo risulta non buono a causa della presenza di sostanze persistenti nell’acqua e negli organismi marini.
Nel 2024 si registra un aumento degli spiaggiamenti di cetacei, arrivati a 37 esemplari, in crescita rispetto agli anni precedenti, con prevalenza di delfinidi e maggiore concentrazione nei mesi estivi. Parallelamente prosegue il trend positivo della nidificazione della tartaruga Caretta caretta, con 24 nidi, oltre 2.400 uova e un successo riproduttivo superiore al 50%.
Resta rilevante la pressione dei rifiuti marini, con una media di 489 oggetti ogni 100 metri di spiaggia, ancora lontana dagli obiettivi europei. Anche le microplastiche risultano superiori ai valori raccomandati.
Le acque di balneazione mantengono complessivamente standard molto elevati: nel 2024 il 95% delle aree monitorate risulta eccellente e nessuna è classificata scarsa, anche se persistono criticità localizzate, soprattutto in relazione a piogge intense e alla presenza di corsi d’acqua che sfociano in mare.
Nel 2024 ARPAT ha rafforzato i controlli sull’inquinamento acustico, verificando 85 attività produttive, il dato più alto degli ultimi cinque anni. Il quadro resta tuttavia critico: in 47 casi sono stati rilevati superamenti dei limiti normativi. Le maggiori non conformità riguardano i pubblici esercizi (68% dei controlli), seguiti da commercio e servizi (50%), artigianato (38%), industria (20%) e, seppur su pochi casi, anche il settore agricolo. Persistono inoltre superamenti lungo le infrastrutture di mobilità, in particolare sulle strade urbane.
Diverso il quadro per i campi elettromagnetici: le emissioni di stazioni radio base e impianti radio-TV risultano entro i limiti di legge. Nel 2024 sono stati controllati 44 siti (circa 200 postazioni) con 279 punti di misura complessivi, senza registrare alcun superamento, neppure rispetto ai nuovi valori di attenzione fissati dalla normativa nazionale.
Nel 2024 in Toscana il consumo di suolo interessa 142.096 ettari, pari al 6,2% del territorio regionale, valore inferiore alla media nazionale. Le incidenze maggiori si registrano nelle province di Prato, Pistoia e Livorno, mentre tra i comuni spiccano Forte dei Marmi, Firenze e Viareggio. Tra il 2023 e il 2024 il consumo è cresciuto di 265 ettari (+0,19%), con incrementi più rilevanti nelle province di Grosseto, Arezzo, Siena e Pisa. Il consumo pro capite raggiunge 388 m² per abitante, leggermente superiore alla media nazionale, anche a causa della diminuzione della popolazione.
Sul fronte delle bonifiche, in Toscana si contano 5.602 siti interessati da procedimenti, per circa 19.000 ettari complessivi. Nell’ultimo anno sono stati avviati 260 nuovi procedimenti su oltre 227 ettari. Firenze è la provincia con il maggior numero di siti, mentre Livorno presenta l’estensione territoriale più ampia, seguita da Grosseto e Massa-Carrara, con aree particolarmente rilevanti nei Siti di Interesse Nazionale. Le bonifiche riguardano prevalentemente attività industriali (34,6%), seguite da distributori di carburante, impianti di gestione rifiuti e altre attività produttive, mentre il contributo delle attività estrattive risulta marginale.
Geotermia
Nel 2024 ARPAT ha e!ettuato 14 controlli alle emissioni su 13 centrali geotermoelettriche, verificando 36 gruppi
produttivi complessivi. Le verifiche hanno riguardato in particolare gli impianti di abbattimento AMIS e, in alcuni casi, anche le torri di ra!reddamento.
I controlli hanno confermato il rispetto dei limiti autorizzati per tutti i parametri monitorati. In particolare, per l’acido solfidrico non sono state rilevate anomalie grazie all’e!icacia dei sistemi AMIS, capaci di abbattere fino al 99% delle emissioni. Anche per il mercurio e il biossido di zolfo i valori rilevati risultano conformi ai limiti previsti dalla normativa regionale, senza evidenziare irregolarità.
Impianti: controlli AIA, RIR e depuratori
In Toscana sono presenti 12 impianti con Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) statale e oltre 300 con AIA regionale. Nel 2024, i controlli congiunti ISPRA-ARPAT sugli impianti statali hanno riguardato tutte le aziende programmate, rilevando irregolarità in 3 casi su 5.
Per gli impianti con AIA regionale, ARPAT ha controllato 112 installazioni, pari al 93% di quelle pianificate. Le irregolarità penali risultano in lieve diminuzione, quelle amministrative restano stabili, mentre aumentano le violazioni miste; le principali non conformità riguardano la gestione dei rifiuti.
Per le aziende a rischio di incidente rilevante, nel 2024 sono stati controllati tutti gli stabilimenti programmati, con richieste di misure integrative nella maggior parte dei casi, registrando complessivamente un buon livello di adeguamento alle prescrizioni.
Sul fronte della depurazione, sono stati controllati il 78% degli impianti con potenzialità superiore a 2.000 abitanti equivalenti e nel 20% dei casi sono state riscontrate irregolarità.
Radioattività
Nel 2024 non è stata rilevata contaminazione dell’aria da radionuclidi gamma di origine antropica, incluso il cesio-137. Tracce di questo radionuclide sono state invece individuate in alcuni alimenti, mentre nelle acque superficiali non sono stati registrati superamenti dei limiti di rilevabilità.
Prosegue il monitoraggio radiologico delle acque destinate al consumo umano: con l’avvio del terzo programma di controllo, la copertura della popolazione servita ha raggiunto circa il 76%. I risultati mostrano una situazione complessivamente sotto controllo, con un solo superamento del livello di screening per l’attività alfa totale correlata ad un unico caso di superamento del valore di parametro per il radon-222, riferito ad una specifica fonte di approvvigionamento.