“Leguminose da granella: ce ne siamo dimenticati?“: questo il titolo dell’incontro promosso a Siena da Confagricoltura Siena per un confronto sul valore agronomico, economico e strategico delle leguminose da granella, “oggi più che mai decisive per la sostenibilità delle imprese agricole e per l’equilibrio delle filiere” è stato evidenziato.
Le opportunità ci sono ma, come emerso dal dibattito, “serve un’azione di sistema, capace di armonizzare ricerca, produzione, mercato e politiche agricole, perché le differenze climatiche e agronomiche, così come l’assenza di un quadro normativo e organizzativo coerente, continuano a rappresentare uno spartiacque rilevante nello sviluppo di queste colture”.

Uno dei temi centrali dell’incontro ha riguardato il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza nella costruzione di filiere strutturate e stabili: a sottolinearlo Deborah Piovan, imprenditrice agricola e presidente della Fnp proteoleaginose di Confagricoltura.

Nel corso del dibattito è emersa con forza anche la necessità di investire in modo deciso su ricerca, innovazione e politiche agricole coerenti. Sul piano tecnico-scientifico, Camilla Moonen, associate professor in agronomy and field crops alla Scuola superiore Sant’Anna, ha messo in evidenza l’adattamento genetico delle colture ai territori. Dall’incontro in conclusione, si spiega, è emerso “un messaggio chiaro”, ovvero che “le leguminose da granella non sono una coltura ‘minore’, ma una risorsa strategica per l’agricoltura italiana, in grado di contribuire alla sostenibilità ambientale, alla fertilità dei suoli e alla resilienza economica delle imprese. Perché questo potenziale si traduca in risultati concreti, però, è necessario superare i percorsi ad ostacoli normativi, rafforzare il dialogo tra agricoltura, ricerca e mercato e investire su esempi virtuosi capaci di fare da stimolo all’intero comparto”.