Le tensioni internazionali in Medio Oriente e il nuovo aumento dei prezzi dell’energia stanno già producendo effetti concreti sul sistema cooperativo toscano.
L’allarme
A lanciare l’allarme è Agci Toscana (l’Associazione Generale delle Cooperative Italiane), che rappresenta oltre 200 imprese con circa 27.000 soci e 3.500 lavoratori in tutta la regione. Dopo settimane di rialzi del petrolio, del gas e dei carburanti, il rischio è che le cooperative toscane si trovino ad affrontare nei prossimi mesi una nuova pesante contrazione dei margini e del fatturato. Secondo le stime di Agci Toscana, se l’attuale crisi dovesse protrarsi anche nelle prossime settimane, l’impatto sul sistema delle cooperative associate potrebbe arrivare a 50 milioni di euro di minori ricavi e maggiori costi, su un volume complessivo di circa 560 milioni di euro.
Il caro carburante
“Le cooperative toscane stanno già pagando il prezzo di questa nuova crisi internazionale – afferma il presidente di Agci Toscana, Alessandro Giaconi (nella foto di copertina). – L’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti pesa in modo diretto sulla logistica, sui servizi ambientali, sull’agroalimentare, sui trasporti e su tutte quelle cooperative che operano con appalti pubblici e contratti già definiti, senza la possibilità di adeguare rapidamente i prezzi. In molti casi le imprese stanno lavorando con margini ridotti al minimo”.
Le accise
In questo contesto Agci Toscana guarda con attenzione alle misure allo studio del Governo per contenere il caro carburanti, tra cui la possibile proroga del taglio delle accise, provvedimento introdotto per contrastare l’impennata dei prezzi alla pompa. Lo sconto attuale, pari a circa 24 centesimi al litro su benzina e diesel, è destinato a scadere il 7 aprile e l’Esecutivo è al lavoro per estenderlo nelle prossime settimane.
“Servono strumenti più strutturali”
Tuttavia, secondo Agci Toscana, non può bastare un intervento temporaneo per affrontare una crisi energetica che rischia di protrarsi nel tempo. “Servono strumenti più strutturali per stabilizzare i prezzi dell’energia e proteggere le imprese più esposte – aggiunge Giaconi –. È necessario rafforzare il sostegno all’autoproduzione energetica, alle comunità energetiche e prevedere meccanismi di compensazione per i settori che operano con contratti pubblici e margini già compressi”.