La Corte d’Appello di Firenze ha confermato il nesso di causalità tra l’impiego di solventi industriali e lo sviluppo della malattia di Parkinson. La sentenza riguarda il caso di alcune ex operaie della Lebole, le quali sono state esposte per anni a sostanze tossiche durante lo svolgimento delle proprie mansioni. I magistrati hanno respinto il ricorso presentato dall’INAIL, confermando la precedente decisione del Tribunale di Arezzo. Un ruolo determinante nel procedimento è stato ricoperto dalla Fondazione Pezzoli, che ha fornito il supporto scientifico necessario per dimostrare la correlazione tra l’ambiente di lavoro e la patologia.
Rischi professionali
Parkinson e solventi industriali sentenza conferma legame con trielina
La Corte d'Appello di Firenze respinge il ricorso INAIL sulla patologia neurodegenerativa contratta da ex lavoratrici del settore tessile
I periti di parte hanno assistito le lavoratrici che, all’interno dello stabilimento, si occupavano di smacchiare e stirare i capi di abbigliamento. L’attività prevedeva l’utilizzo del tricloroetilene, comunemente noto come trielina, applicato direttamente sui tessuti prima del passaggio del ferro da stiro. “Arrivavano le pezze da stirare e da smacchiare e facevano le due cose assieme, quindi smacchiavano con trielina, poi passavano sopra col ferro, quindi il fumo”, spiegano gli esperti della Fondazione. Questo processo causava l’inalazione di vapori che possono interferire con il sistema nervoso, producendo o anticipando l’insorgenza del Parkinson.
La pericolosità degli idrocarburi solventi è oggetto di indagine da parte della Fondazione Pezzoli da oltre quattro decenni. Già nel 2000 la struttura aveva descritto una serie di sostanze capaci di indurre la neurodegenerazione. Sebbene l’uso sporadico domestico, frequente tra le persone anziane del passato, rappresentasse un rischio minore, l’esposizione continuativa e quotidiana in ambito industriale è stata scientificamente provata come fattore determinante. La ricerca indipendente ha permesso di stabilire che la trielina è uno dei peggiori agenti chimici per la salute dei soggetti esposti.
Oltre all’impegno in ambito legale, la Fondazione ha partecipato a Milano al quindicesimo congresso di Brain Malnutrition in Chronic Disease. Durante l’evento, numerosi professionisti provenienti da tutta Italia hanno discusso il legame tra nutrizione e processi di neurodegenerazione. L’obiettivo del simposio è presentare gli studi scientifici più recenti per approfondire come le abitudini alimentari possano influenzare il decorso delle malattie croniche e supportare la salute del sistema nervoso.