Soddisfazione di Coldiretti

Passa il blitz all’Eurocamera contro il Mercosur, l’accordo va alla Corte di giustizia Ue

Il sì alla richiesta del parere legale sull'intesa prevale per 10 voti. La Commissione Ue: 'Rammarico per il voto del Parlamento Europeo

Passa il blitz all’Eurocamera contro il Mercosur, l’accordo va alla Corte di giustizia Ue

L’Eurocamera ha approvato con 334 voti a favore 324 contrari e 11 astenuti la richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale. Ora l’Eurocamera, per l’attuazione definitiva dell’intesa, dovrà attendere l’esame della Corte, che potrebbe richiedere mesi. Solo dopo l’Eurocamera potrà votare la ratifica finale dell’accordo.

L’Aula ha approvato la richiesta, presentata da un gruppo di eurodeputati provenienti dai gruppi della Sinistra Ue, dei Verdi e di parte dei Liberali di “domandare il parere della Corte di giustizia, a norma dell’articolo 218, paragrafo 11, circa la compatibilità con i trattati dell’accordo previsto, della proposta che l’Ue concluda l’accordo di partenariato Ue-Mercosur e l’accordo interinale sugli scambi e della procedura seguita per ottenere tale conclusione;” e “incarica la Presidente di prendere rapidamente le misure necessarie per ottenere il parere della Corte di giustizia e di trasmettere la presente risoluzione, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione”.

Non è passata invece una richiesta analoga presentata dal gruppo dei Patrioti per l’Europa.

La Commissione europea si rammarica per la decisione presa dal Parlamento europeo. Secondo la nostra analisi le questioni sollevate nella mozione del Parlamento non sono giustificate, perché la Commissione le ha già affrontate tali questioni” e “in modo molto dettagliato”. “Non si tratta di questioni nuove, erano già state affrontate”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Olof Gill interpellato sulla mozione approvata al Pe di chiedere un parere alla Corte di Giustizia dell’Ue sull’accordo con il Mercosur.

“Rinviando la questione alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il Parlamento europeo ribadisce il proprio impegno a favore dello Stato di diritto. La Corte dovrà valutare in che misura il meccanismo di riequilibrio che consente ai paesi del Mercosur di contestare la legislazione europea che ritengono dannosa per le loro esportazioni sia compatibile con il diritto europeo e l’autonomia normativa dell’Ue.” Lo dichiara a nome dei Verdi Ue l’eurodeputata Saskia Bricmont. “Dal nostro punto di vista, e come sembrano confermare i segnali provenienti da diversi paesi del Mercosur che già criticano la salvaguardia agricola, questo meccanismo potrebbe effettivamente essere utilizzato per indebolire gli standard europei. La Corte dovrà esaminare in che misura l’accordo sia compatibile con il principio di precauzione sancito dai trattati europei, che è un elemento fondamentale del nostro approccio volto a garantire un ambiente sano e alimenti sicuri”, sottolinea.

“Bocciato l’operato di Ursula von der Leyen sul Mercosur. Ci ha pensato il voto della sua stessa maggioranza politica. Un operato che, da settimane, noi della Lega denunciamo come opaco nei metodi e inadeguato nei contenuti“. Così in una nota la delegazione della Lega al Parlamento europeo. “Siamo soddisfatti dell’approvazione della proposta di ricorrere alla Corte di giustizia europea, chiamata ora a stabilire se l’accordo Ue-Mercosur è compatibile con i Trattati. Il significato politico di questo voto ci indica, inoltre, che un certo modello macro-economico, basato sullo smantellamento degli strumenti di protezione commerciale, non gode più di buona salute e sta attraversando, al contrario, una profonda crisi di identità”, aggiunge la delegazione leghista.

“Ci rammarichiamo che il Parlamento europeo non possa ora avviare il processo di controllo democratico a causa di queste tattiche dilatorie.
Continuiamo a lavorare per rendere realtà l’accordo Ue-Mercosur e diversificare i legami commerciali in tutto il mondo con partner che condividono gli stessi principi”. Lo scrive in una nota il gruppo dei Socialisti Ue. “La creazione del più grande blocco commerciale al mondo è un potente elemento costitutivo di un ordine multilaterale basato su regole e rappresenta una vittoria economica tanto necessaria per i cittadini dei paesi dell’Ue e del Mercosur”, spiega la nota.

Nel voto che ha sancito il rinvio alla Corte Ue dell’accordo Mercosur, congelando la sua ratifica finale, è risultata decisiva la pressione, politicamente trasversale, degli eurodeputati di FranciaRomaniaPolonia Grecia. A guidare invece il fronte del “no” al rinvio, sconfitto però in Aula, sono stati principalmente gli eurodeputati di ItaliaGermania Spagna, dove la maggioranza delle delegazioni nazionali si è opposta al rinvio dell’intesa.

La gioia degli agricoltori

Tripudio di gioia è esploso davanti alla sede del Parlamento europeo di Strasburgo tra le centinaia di agricoltori riuniti in attesa della decisione di ricorrere alla Corte di Giustizia Ue per verificare la conformità dell’accordo con i Paesi del Mercosur.

Vittoria“, hanno esultato i manifestanti dopo il voto dell’Eurocamera, arrivati martedì nella capitale alsaziana con i loro trattori per ribadire la ferma opposizione del comparto all’accordo con il blocco sudamericano che comprende Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.

La mobilitazione, concentrata nella giornata di ieri alla vigilia del voto, ha coinvolto almeno 5mila agricoltori provenienti da 15 Stati membri, tra cui l’Italia – con Confagricoltura, Coldiretti e Cia – oltre a Spagna, Romania, Polonia, Belgio e Francia.

La manifestazione, annunciata dalla Federazione nazionale francese dei sindacati degli agricoltori (Fnsea), è stata formalmente sostenuta anche dal Copa-Cogeca, l’organismo che riunisce le principali organizzazioni agricole europee a tutela degli interessi degli agricoltori dell’Ue.

Soddisfazione di Coldiretti Toscana

Il voto del Parlamento europeo che rimanda l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia rappresenta una risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell’Europarlamento. Ora il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità che impediscono l’ingresso in Europa di prodotti che non rispettano le stesse regole, da qualsiasi Paese provengano”: è quanto riferisce Coldiretti Toscana dopo che l’Europarlamento ha chiesto, ed ottenuto, di inviare il testo dell’accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale.

Se questo blitz fosse andato in porto, come più volte ribadito da Coldiretti anche martedì durante la mobilitazione a Strasburgo a cui ha partecipato una delegazione partita dalla Toscana, si sarebbe creato un precedente gravissimo con un Parlamento bypassato, svuotato delle sue prerogative, ridotto a mera formalità e incapace di esercitare controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei cittadini consumatori, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla Pac.

Con il voto di oggi, un primo passo importante ottenuto dalle tante mobilitazioni degli agricoltori di Coldiretti che continuerà a lavorare in questa direzione, il Parlamento europeo impedisce una forzatura pericolosissima e riafferma il proprio ruolo costituzionale, fermando un progetto della Von der Leyen che avrebbe sancito la marginalizzazione definitiva dell’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini europei.

Nel voto sul Mercosur 43 franchi tiratori nel Ppe, 35 tra i socialisti

Se si analizza per gruppi politici il voto dell’Aula di Strasburgo sul rinvio alla Corte Ue dell’accordo commerciale Ue-Mercosur, nel Ppe le defezioni sono state 43, principalmente polacchi, francesi e ungheresi, che hanno votato a favore del rinvio contrariamente alla linea del loro gruppo. In casa socialista le defezioni sono state 35, spinte da francesi e rumeni anch’essi favorevoli al rinvio a differenza della loro leadership. I liberali risultano spaccati, con 24 voti a favore del rinvio e 46 contrari. Divisioni nette anche nell’Ecr, con 35 eurodeputati a favore, tra cui la numerosa delegazione polacca, e 39 contrari, tra cui la pattuglia meloniana. Compatti a favore del rinvio risultano invece i gruppi dei patrioti, della Sinistra Ue e la maggioranza dei Verdi, con l’eccezione di alcuni deputati tedeschi e danesi.