Omaggio al Cavaliere

Prato celebra Guglielmo Malato con una mostra antologica a due anni dalla scomparsa

Esposizione di opere inedite nella Sala Biagi dal 10 al 15 febbraio per ricordare il docente e artista

Prato celebra Guglielmo Malato con una mostra antologica a due anni dalla scomparsa

L’Unione Insigniti Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Uir), delegazione di Prato, presenta la mostra “Antologica di un artista: Guglielmo Malato”. L’evento, patrocinato dalla Provincia di Prato, si terrà presso la Sala Biagi in via Ricasoli dal 10 al 15 febbraio. La rassegna giunge a due anni esatti dal decesso del professionista, avvenuto l’11 febbraio 2024, e a tredici anni dalla sua ultima apparizione pubblica nel medesimo spazio espositivo. Mercoledì 11 febbraio, alle 18:30, è prevista una commemorazione ufficiale per onorare il Cavaliere ufficiale, titolo conferitogli nel 1979 dal Presidente Sandro Pertini per meriti artistici e didattici.

Il recupero delle opere dal laboratorio

La selezione include sculture, dipinti, ceramiche e disegni prodotti tra il 1948 e gli ultimi anni di attività. Gran parte del materiale proviene dall’ultimo laboratorio di Narnali, dove le opere erano rimaste conservate dopo il ritiro dalle scene del maestro. L’iniziativa, promossa dal delegato provinciale Uir Pasquale Petrella in collaborazione con la vedova Bruna Nocenti, mira a restituire alla cittadinanza un patrimonio artistico finora rimasto privato. Il ritorno alla Sala Biagi rappresenta un legame di continuità con la personale del 2013, l’ultima curata personalmente dall’autore pesarese di nascita ma pratese d’adozione.

Formazione e carriera tra Pesaro e Lucca

Nato a Pesaro nel 1932, il giovane artista collaborò con la Manifattura Molaroni prima di essere invitato dall’architetto Giò Ponti alla IX Triennale di Milano, dove espose accanto a figure come Lucio Fontana e Aligi Sassu. Allievo di Ottone Rosai all’Accademia di Belle Arti di Firenze, si dedicò per decenni all’insegnamento e alla dirigenza scolastica, ricoprendo la carica di preside presso l’Istituto d’Arte Passaglia di Lucca. Sebbene l’attività didattica avesse parzialmente limitato la produzione artistica giovanile, il legame con colleghi quali Giuliano Vangi e i fratelli Pomodoro ne influenzò profondamente il linguaggio tecnico e formale.

Presenza artistica nel territorio nazionale

Le creazioni del ceramista e scultore sono integrate nel tessuto urbano e museale italiano. A Prato sono visibili manufatti presso la scuola Puddu di Maliseti, in via Sieve e negli istituti Cicognini e Datini. Opere in bronzo e ceramica sono inoltre collocate ad Altopascio e Viareggio. A livello museale, i lavori del docente sono acquisiti nelle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Lucca e nei Musei Internazionali della Ceramica di Faenza e Pesaro. La fase finale della carriera, stimolata dal trasferimento a Prato nel 1997, ha visto la partecipazione alla Biennale di Venezia e installazioni presso il Parco della Versiliana.