Ambasciatori di memoria

Riparte il Treno della memoria, a bordo oltre 400 studenti

Partito per Auschwitz. Giani 'Messaggio attuale, basta guerre e discriminazioni'

Riparte il Treno della memoria, a bordo oltre 400 studenti

Dopo sei anni riparte in Toscana il Treno della memoria, da Firenze ad Auschwitz.

A bordo oltre 400 studenti di 46 scuole di tutta la regione, una cinquantina di insegnanti, universitari e rappresentanti delle comunità deportate e di associazioni antifasciste, protagoniste anche di dieci laboratori di approfondimento durante il viaggio.

A salutare i ragazzi, questa mattina (lunedì 23 marzo), alla stazione di Santa Maria Novella, il presidente della Regione Eugenio Giani: “Abbiamo dovuto ricollaudare l’esperienza“, dopo l’interruzione a causa del Covid e la ripresa dello scorso anno all’interno dei confini nazionali, nei campi di concentramento italiani.

Quella di quest’anno è la 13/a edizione, ha ricordato, “un’esperienza che nacque proprio in Regione Toscana, ai tempi in cui direttore della cultura era Ugo Caffaz“, oggi consulente per le politiche della memoria, “e la riprendiamo dopo che abbiamo avuto l’opportunità di cogliere quanti ragazzi volessero partecipare”.

Studenti, ha aggiunto Giani, che “saranno ambasciatori di memoria attraverso quello che vivranno in questi 5 giorni, i racconti delle sorelle Bucci”, Andra e Tatiana, “che incontreranno proprio là nei luoghi di Auschwitz, le bambine che allora riuscirono a sopportare i sacrifici del campo di concentramento“, dove invece morì il loro cugino. “Attraverso il Treno della memoria – ha concluso il governatore – diamo un messaggio anche al presente. Basta con le guerre, con la discriminazione degli altri, che sia discriminazione etnica, religiosa, razziale”.
Per l’assessora alla memoria, Alessandra Nardini, questo Treno della memoria “assume un significato ancora più importante alla luce anche dello scenario internazionale che stiamo vivendo”, con “guerre, massacri” e “dove il diritto internazionale viene quotidianamente calpestato e sembra tornata di moda, purtroppo, la legge del più forte. Ecco, oggi questo viaggio significa anche provare a svegliare le giovani generazioni ad essere davvero costruttrici e costruttori di pace. E in questo la scuola ha un ruolo fondamentale”. Per Nardini “Non sono, come qualcuno li ha definiti per sminuirli, delle gite, ma dei veri e propri pellegrinaggi laici”.