Gare pubbliche per gli stabilimenti

Spiagge all’asta, arriva il bando: dal governo le linee guida

Durata fino a 20 anni e indennizzi certi per i concessionari uscenti

Spiagge all’asta, arriva il bando: dal governo le linee guida

Prende forma il bando di gara pubblico che sarà applicato in tutto il territorio nazionale, Toscana compresa ovviamente, per la riassegnazione delle concessioni delle spiagge.

Un modello unico, a disposizione delle amministrazioni locali, che “punta a semplificare e rendere trasparenti le procedure, garantendo parità di condizioni tra gli operatori e maggiore certezza per amministrazioni e imprese”, spiegano dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Dove venerdì ( 17 aprile) si è tenuto il primo confronto con Regioni, Province e Comuni, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni.

Il bando – si è spiegato – indicherà l’oggetto e le finalità della concessione a gara, con particolare riguardo alla tipologia e ai servizi richiesti, specificando “l’ubicazione, l’estensione del fronte mare, le caratteristiche morfologiche e distintive dell’area demaniale e delle opere di facile e di difficile rimozione insistenti”.

In sostanza chi partecipa alla gara saprà, in caso di assegnazione, quanto dovrà versare come indennizzo al balneare uscente.

Dato che si tratta di un elemento critico, il Ministero ha precisato che le perizie sono a carico di professionisti e tecnici indipendenti, nominati dalle amministrazioni pubbliche.

Le nuove concessioni delle spiagge dureranno da un minimo di cinque a un massimo di vent’anni. La durata potrà essere predeterminata nel bando, oppure calcolata in seguito sulla base degli investimenti previsti dal piano economico e finanziario dell’imprenditore che si aggiudica la concessione. Sarà richiesta una cauzione, prima provvisoria e poi definitiva, parametrata sul canone e sull’indennizzo.

Non potranno partecipare alle “aste” coloro che non rispondono ai requisiti previsti dal Codice dei contratti pubblici; chi ha ricevuto contestazioni di occupazione abusiva del demanio nell’ultimo biennio; chi non è in regola col pagamento dei canoni demaniali; chi si è avvalso di un piano di emersione del lavoro irregolare.

È prevista l’aggiudicazione della concessione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma individuata sul miglior rapporto qualità-prezzo.

Otterrà la concessione – si avvisa – “il concorrente che ha conseguito complessivamente il punteggio più elevato, scaturito dalla somma dei punti derivanti dalla valutazione dell’offerta economica (che potrà pesare al massimo per il 10%)e dell’offerta tecnica”.