Come difendersi

Truffa del curriculum: aumento del 25% delle frodi telefoniche

Prima la chiamata con un prefisso italiano, poi la richiesta di avviare una chat su WhatsApp

Truffa del curriculum: aumento del 25% delle frodi telefoniche
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Il telefono squilla. Il prefisso è italiano: +39. Una voce preregistrata informa il destinatario di aver “ricevuto un curriculum” e invita ad avviare una chat su WhatsApp per ulteriori dettagli.

Un messaggio che potrebbe sembrare credibile, soprattutto per chi è effettivamente alla ricerca di un lavoro, ma che nasconde un pericoloso tentativo di truffa che sta colpendo moltissime persone.

Particolarmente a rischio risultano i più giovani, spesso alle prime esperienze nel mondo del lavoro e quindi più esposti a cadere nella rete di proposte ingannevoli che promettono guadagni facili. La scarsa familiarità con le dinamiche del mercato del lavoro e la pressione psicologica di trovare un’occupazione li rende bersagli ideali per questo tipo di truffe.

Il Movimento Difesa del Cittadino invita i cittadini a informarsi e a prestare massima cautela: nessun serio datore di lavoro propone offerte attraverso chiamate preregistrate e link a chat su WhatsApp.

Secondo le segnalazioni raccolte dall'osservatorio nazionale tra le sedi territoriali, la strategia è subdola: l’apparente affidabilità del numero italiano induce la vittima ad abbassare la guardia, a differenza di quanto avviene con numeri dall’estero, come quelli con prefisso +33, che solitamente generano maggiore sospetto.

Dopo aver risposto o attivato la chat su WhatsApp, l’utente entra in contatto con una falsa agenzia che propone incarichi online facili e ben retribuiti, sul modello già noto della "truffa dei Mi piace".

L’obiettivo finale è sempre lo stesso: spingere le vittime a trasferire somme crescenti di denaro su piattaforme di trading non regolamentate, promettendo guadagni facili e immediati.

Una volta ottenuti i fondi, i truffatori scompaiono, lasciando il consumatore senza risparmi e senza possibilità di recupero.

Nel 2024 l’Agcom ha registrato un aumento del 25 per cento delle frodi telefoniche e via app di messaggistica rispetto all’anno precedente.

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