comunità in lutto

Omicidi di Camaiore, lunedì i funerali di Mirko e Kety. Moriconi pianificava da giorni il loro destino

Secondo i carabinieri, il 63enne avrebbe pianificato il delitto con circa venti giorni di anticipo

Omicidi di Camaiore, lunedì i funerali di Mirko e Kety. Moriconi pianificava da giorni il loro destino

Lunedì alle 17, nella chiesa di Pieve di Camaiore, ci sarà l’ultimo saluto a Kety Andreoni e al figlio Mirko Moriconi, uccisi mercoledì scorso dal marito e padre, Piero Moriconi.

In serata, domenica 28 giugno,  la comunità torna a riunirsi per una nuova fiaccolata in ricordo delle due vittime. Le associazioni LGBTQIA+ hanno organizzato un presidio contro ogni forma di odio e discriminazione.

Piero Moriconi, 63 anni, operaio edile, ha sparato cinque colpi di fucile calibro 12 nel cortile di casa. Prima ha colpito moglie e figlio. Poi è rientrato, ha ricaricato l’arma, ed è tornato fuori a sparare ancora.

Secondo i carabinieri, il 63enne avrebbe pianificato il delitto con circa venti giorni di anticipo. Avrebbe atteso il rientro di moglie e figlio davanti all’abitazione. Poi avrebbe aperto il fuoco. I primi tre colpi contro Kety e Mirko. Poi altri due.

Agli inquirenti l’uomo avrebbe raccontato di aver maturato la decisione dopo un precedente intervento dei carabinieri e del personale sanitario nell’abitazione di famiglia. Davanti al giudice, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Le indagini stanno ricostruendo anche il contesto in cui è maturata la tragedia. Emergono continui contrasti tra i coniugi, i sospetti di Piero Andreoni che la moglie potesse avere una vita parallela a quella coniugale e le tensioni con il figlio. Gli investigatori stanno approfondendo anche il difficile rapporto tra padre e figlio e la mancata accettazione dell’omosessualità del giovane. Nei suoi post sui social Mirko aveva raccontato quel dolore con parole che oggi colpiscono ancora di più: “È brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay”, scriveva.

Domani Pieve di Camaiore si stringerà attorno alle famiglie di Kety e Mirko. Un’intera comunità che continua a interrogarsi sulle ragioni di una tragedia che ha sconvolto tutta la Versilia.