C’è anche la Toscana tra le regioni commissariate dal Governo per non aver ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico. Oltre al Granducato ci sono anche Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna.
A darne la notizia il ministero dell’Istruzione che ha ricordato che il dimensionamento rientra tra le riforme previste dal Pnrr, definite dal precedente Governo, con l’obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca.
La Città Metropolitana di Firenze è interessata con gli accorpamenti dell’Istituto Comprensivo di Capraia e Limite con l’Istituto Comprensivo di Vinci e del Liceo Michelangiolo di Firenze con il Liceo Galileo di Firenze.
Il mancato rispetto di questo adempimento mette a rischio le risorse già erogate. La misura riguarda la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici.
“Sulla riforma la Corte costituzionale – ricorda il ministero dell’Istruzione – si è pronunciata in tre occasioni, confermando la legittimità dell’operato del Governo e richiamando la necessità di una cooperazione tra tutte le istituzioni coinvolte.
I ricorsi presentati dalle Regioni inadempienti sono stati respinti con tre sentenze del Tar e sei pronunce del Consiglio di Stato, che hanno confermato la correttezza dell’azione governativa.
Alle quattro Regioni erano già state concesse due proroghe per l’adozione dei piani: una fino al 30 novembre e una seconda fino al 18 dicembre. Nonostante ciò, non sono state compiute le necessarie formalizzazioni, rendendo inevitabile il commissariamento deliberato dal Consiglio dei Ministri. “Si tratta di un provvedimento necessario per assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea nell’ambito del PNRR e per garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico. In questi tre anni, l’azione del Governo è stata orientata alla leale collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di tutelare la qualità e la continuità dell’attività scolastica”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La reazione del sindaco di Firenze Sara Funaro
Sulla questione è intervenuta anche la sindaca di Firenze e della Città Metropolitana Sara Funaro: “Il commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna è grave. Sosteniamo i ricorsi delle quattro Regioni, perché tagliare la scuola vuol dire colpire la crescita del Paese. Non tenere conto dei bisogni del sistema scolastico, della specificità dei territori e della storicità delle scuole è un segnale negativo da parte di questo governo che impone scelte dall’alto senza guardare al lavoro virtuoso portato avanti dalle Regioni, dalle province e dalle Città metropolitane come la nostra. Non si può agire guardando solo ai numeri, l’istruzione necessita di un’attenzione maggiore e di una maggiore sensibilità. Noi andremo avanti con il ricorso ad adiuvandum nell’interesse dei nostri ragazzi, delle nostre scuole e del nostro territorio per un’istruzione di qualità”.
La reazione della Regione Toscana
Per la Regione Toscana è intervenuta l’assessora con delega all’istruzione, Alessandra Nardini: “Fin dall’inizio di questa vicenda nel 2023, abbiamo sempre ribadito un concetto chiaro: sulla scuola pubblica non si taglia ma si investe. Lo abbiamo sostenuto in ogni passaggio in Conferenza delle Regioni e presentando vari ricorsi in questi anni contro la logica degli accorpamenti degli istituti scolastici. Pur contestando la norma, quest’anno avevamo provveduto a dimensionare secondo le indicazioni del Ministero, ma abbiamo ritenuto doveroso sospendere gli accorpamenti in attesa dell’esito del ricorso straordinario che abbiamo presentato al Presidente della Repubblica. Il Governo invece decide di andare avanti e di non accogliere neppure la nostra richiesta di rivedere almeno i numeri dei tagli che sono sbagliati perché non si basano sulla reale popolazione studentesca ma su una sottostima del numero di studentesse e studenti toscani”.