Una comunità ferita, avvolta in un silenzio colmo di commozione. Si sono svolti questa mattina, martedì 3 marzo, nella chiesa di Sant’Antonio da Padova a Mercatale di Vernio, i funerali della piccola Nadia, la bambina di soli tre anni che ha perso la vita a causa del fatale incidente stradale avvenuto lo scorso 22 febbraio.
La giornata è stata segnata dal lutto cittadino, proclamato dall’Amministrazione comunale per interpretare il sentimento di profondo cordoglio dell’intera vallata.
Davanti al Palazzo comunale, le bandiere sono state esposte a mezz’asta e listate a lutto, mentre alle ore 10, in concomitanza con l’inizio della cerimonia funebre, la cittadinanza si è raccolta in un minuto di silenzio. Un gesto simbolico che ha unito residenti, commercianti e associazioni in un unico, grande abbraccio alla famiglia della piccola.
Le esequie, officiate dal parroco Don Vincent Souly, hanno visto la partecipazione di tantissime persone che hanno voluto portare un fiore o una preghiera per Nadia. Durante l’omelia, il parroco ha cercato parole di conforto per una perdita che appare inaccettabile, sottolineando la solidarietà concreta che la comunità di Vernio ha saputo dimostrare fin dai primi momenti della tragedia.
Tra i presenti, oltre alla sindaca di Vernio, Maria Lucarini, anche il presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai.
“La mia presenza al funerale della piccola Nadia vuole esprimere tutta la vicinanza e la solidarietà della comunità provinciale a questa famiglia, colpita da una perdita troppo grande. – ha detto il presidente Simone Calamai Non ci sono parole che possano consolare il dolore di questi genitori. Oggi servono solo silenzio e vicinanza concreta”.
La scomparsa di Nadia ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nei genitori e nei parenti, ma in tutti coloro che, direttamente o indirettamente, sono rimasti scossi da questo drammatico evento.
Con la celebrazione di oggi, Vernio ha dato l’ultimo saluto a una vita spezzata troppo presto, confermando quel senso di unità e vicinanza che caratterizza i piccoli centri nei momenti di più estremo dolore.