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Altra aggressione al carcere di Prato: detenuto scarica l'estintore addosso a poliziotto

"Sono necessari provvedimenti penali e disciplinari efficaci"

Altra aggressione al carcere di Prato: detenuto scarica l'estintore addosso a poliziotto
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"Subito un direttore ed un comandante di reparto titolari". Parte da questa richiesta il sindacato Sappe, dopo l'ennesima aggressione al carcere di Prato.

I fatti

L'episodio risale a giovedì 20 marzo 2025, quando un detenuto di origine maghrebina ha spruzzato addosso il contenuto di un estintore ad un poliziotto della penitenziaria. L’agente ha dovuto ricorrere d’urgenza alle cure mediche, con una prognosi di tre giorni.

"Non si tratta di un caso isolato: episodi simili si stanno verificando con preoccupante frequenza, mettendo a serio rischio l'incolumità del personale penitenziario". A dirlo è il segretario regionale Francesco Oliviero.

"I detenuti, sempre più aggressivi, utilizzano gli estintori come armi improvvisate, rendendo il lavoro degli agenti un'attività pericolosa e imprevedibile. Ormai, chi entra in servizio lo fa con il timore di non uscire indenne".

Urgono interventi immediati

Il sindacalista evidenzia come "a rendere ancora più grave la situazione sia l'assenza di un comando stabile: da troppo tempo, la struttura è priva di un direttore e di un comandante titolari. Questa mancanza di una leadership chiara e autorevole impedisce una gestione efficace del carcere e contribuisce al senso di impunità e anarchia che sembra regnare tra i detenuti".

Per il Sappe "servono più risorse, strumenti di protezione adeguati e un sistema disciplinare efficace per garantire che atti di violenza come questi non rimangano impuniti. Il carcere di Prato non può continuare a essere teatro di aggressioni quotidiane".

Il segretario generale del sindacato, Donato Capece torna a chiedere "tutele e garanzie funzionali, nuovi strumenti che migliorino il nostro servizio, bodycam e taser su tutti, nuovi protocolli operativi e soprattutto tutele legali.

Sono necessari provvedimenti penali e disciplinari efficaci, anche prevedendo di destinare carceri dismesse come l'Asinara e Pianosa per contenere chi si rende protagonista di gravi eventi critici durante la detenzione".

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