Un infermiere di 68 anni assunto in provincia di Massa Carrara a tempo indeterminato per l’Asl Toscana Nord Ovest è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l’Asl con circa 75 mila euro per danno erariale. L’uomo durante i turni in cui avrebbe dovuto lavorare si sarebbe assentato continuamente per andare a un supermercato e cooperativa a Carrara di cui era socio. L’infermiere doveva occuparsi dell’assistenza domiciliare dei pazienti a casa, ma in contemporanea svolgeva un’altra attività. Nel 2015 era stato anche arrestato.
Il 68enne, ormai ex infermiere, è stato accusato di sistematico assenteismo: mentre risultava in servizio si occupava di attività private, mentre avrebbe dovuto recarsi dai pazienti; si recava invece alla cooperativa di cuo era socio, che si occupava di commercio all’ingrosso di generi alimentari, e svolgeva mansioni gestionali e organizzative.
Da alcune testimonianze è emerso che utilizzava addirittura l’autovettura di servizio dell’Asl per recarsi alla sede della cooperativa, dove spesso si lasciava la divisa da infermiere anche mentre si occupava degli affari della ditta privata.
Sarebbe anche stato visto anche alla guida di un furgone carico di merci da consegnare per conto della ditta. Si sarebbe anche fatto sostituire in modo irregolare da colleghi, non andando alle visite domiciliari, e provocando così gravi disservizi a pazienti anziani o malati. Più volte sarebbe risultato irreperibile.
Secondo la ricostruzione fatta dalla Corte, gli episodi si sarebbero protrattiin un arco temporale di circa in circa 3-4 anni. Nel 2015, dopo alcune indagini, l’uomo venne arrestato: i carabinieri lo hanno sorpreso in una riunione presso la cooperativa durante l’orario di lavoro da infermiere. Nel 2024 è arrivata anche la condanna a un anno e sei mesi per truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato d’uso. Ora la sentenza di primo grado di risarcimento danni.
Secondo i giudici della Corte dei Conti l’uomo avrebbe causato un danno di immagine alla pubblica amministrazione, violazione del divieto di cumulo di impieghi, danno da assenteismo, danno patrimoniale, indebito percepimento dello stipendio e uso indebito di beni pubblici (l’autovettura dell’Asl). Da qui la condanna al pagamento di circa 75 mila euro. Durante i processi sono state raccolte molteplici testimonianze, come il caso di un uomo che nel 2015 ha dovuto attendere un sostituto che si occupasse di suo padre, affetto da grave patologia oncologica che lo bloccava a letto, e che aveva bisogno di assistenza domiciliare: l’infermiere 68enne ora condannato non si era più presentato al punto da dover essere poi sostituito.