scattate le manette

Beccata la coppia dei furti in auto: colpi fotocopia in tutta la città

Gli episodi contestati sono cinque, commessi tra agosto e settembre 2025, tutti accomunati dallo stesso schema operativo

Beccata la coppia dei furti in auto: colpi fotocopia in tutta la città

Individuavano veicoli in sosta, aprivano le portiere – in alcuni casi danneggiando i finestrini – e, dopo essersi assicurati che non vi fosse nessuno nei paraggi, rubavano gli oggetti lasciati all’interno.

È questo il modus operandi ricostruito dalla Polizia di Stato nell’indagine che ha portato all’esecuzione di due custodie cautelari in carcere per una serie di furti su autovetture avvenuti a Pistoia negli ultimi mesi.

L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, su richiesta della Procura della Repubblica, ed è stata eseguita dalla Squadra Mobile nei confronti di due soggetti: un italiano di 44 anni e un cittadino albanese di 32 anni, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio.

Un’indagine serrata fatta di controllo e pedinamento

Le indagini sono scattate dopo le prime segnalazioni di furti su auto parcheggiate in diverse zone della città. Gli investigatori hanno avviato una mirata attività investigativa che ha compreso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, oltre all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e ai riconoscimenti fotografici effettuati da alcuni testimoni. Gli elementi raccolti hanno permesso di risalire all’identità dei due indagati.

Gli episodi contestati sono cinque, commessi tra agosto e settembre 2025, tutti accomunati dallo stesso schema operativo. Nel corso dei furti sarebbero stati asportati marsupi, portafogli, carte di credito e di debito, libretti di assegni, valigette contenenti attrezzature da cantiere e anche un generatore di corrente.

Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza emersi e del concreto pericolo di reiterazione di reati della stessa indole, la Procura ha avanzato richiesta di applicazione di misure cautelari. Il GIP ha accolto l’istanza disponendo la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati, che sono stati condotti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.