La protesta di Coldiretti

Coldiretti, migliaia di agricoltori in marcia sotto la Regione

La presidente Cesani: "Vogliamo fare da apripista ad un nuovo paradigma globale nella produzione di cibo"

Coldiretti, migliaia di agricoltori in marcia sotto la Regione
4 mila agricoltori di Coldiretti si sono presentati questa mattina a Firenze, sotto Palazzo del Pegaso, sede del consiglio regionale, per consegnare alla politica regionale riunita in assise, il manifesto con le 12 priorità per il sistema agricolo da attuare entro i prossimi 100 giorni.

I cartelli

“Armati” di cartelli e campanacci, gli agricoltori sono arrivati da ogni angolo della Toscana – dal più piccolo borgo al più remoto comune – per accompagnare quel manifesto programmatico che hanno contribuito a scrivere, tutti insieme, durante gli incontri territoriali organizzati in questi mesi. Un lungo percorso di ascolto, a viso aperto, che ha coinvolto 20 mila imprese, culminato con la redazione di una vera e propria piattaforma di impegni e richieste per affrontare le emergenze, rilanciare le filiere, sostenere il reddito delle aziende e valorizzare l’enorme patrimonio enogastronomico regionale e tutelare il territorio. Non un documento calato dall’alto ma la somma delle reali difficoltà ed aspettative che il mondo agricolo sta vivendo ed affronta ogni giorno, a volte a mani nude.

Le dichiarazioni di Cesani

“La Toscana ha tutte le carte in regola per fare da apripista ad un nuovo paradigma globale nella produzione di cibo. – ha detto la presidente regionale, Letizia Cesani – La Regione può mettere in campo strumenti ed interventi finanziari, normativi e legislativi che possono aiutare le imprese ad affrontare con più leggerezza, incisività ed entusiasmo le sfide e rinsaldare il legame tra terra e cibo rimanendo competitive. I prossimi cento giorni saranno decisivi per misurare l’impegno della politica regionale nel dare risposte alle istanze degli agricoltori toscani”.

Le soluzioni

Al fianco della presidente, sul palco allestito di fronte al consiglio regionale, si sono alternati i presidenti delle federazioni provinciali insieme alle voci e alle tante esperienze di agricoltori, allevatori e pescatori. Si aspettano “soluzioni” insieme a “meno burocrazia e meno carte”, “strumenti e risultati concreti”: questi alcuni degli slogan più ricorrenti. L’agricoltura toscana chiede un impegno su priorità non rinviabili.

Semplificazione amministrativa

Serve innanzitutto una vera semplificazione amministrativa: la burocrazia è diventata un “dazio occulto” che blocca investimenti e liquidità. Basta controlli ripetuti e sovrapposti: occorre utilizzare pienamente il Registro Unico dei Controlli e applicare la diffida prima delle sanzioni.

Le filiere regionali

Le principali filiere regionali – dal latte ai cereali, dall’ortoflorovivaismo al vino – sono sotto pressione tra crisi di mercato, fitopatie, aumento dei costi e pratiche sleali. Servono tavoli permanenti, un fondo regionale per le emergenze e strumenti finanziari efficaci. Allo stesso tempo è indispensabile prevedere le risorse regionali per le assicurazioni agricole e per la gestione delle emergenze sanitarie animali.

Il tema dell’acqua

Centrale è il tema dell’acqua (e dei suoi costi), delle strategia su invasi e reti irrigue, e quello della fauna selvatica con le azioni di contrasto alla diffusione della peste suina e l’approvazione del piano faunistico venatorio regionale. Occorre difendere il suolo agricolo produttivo, sostenere le aree interne e potenziare il servizio fitosanitario. Infine, servono misure per affrontare la carenza di manodopera stagionale e una forte azione di tutela del cibo toscano, con etichette chiare sull’origine e lo stop agli inganni con la modifica del codice doganale che “legalizza” il falso Made in Tuscany.