Chiusa l’inchiesta sull’ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti, accusata di corruzione. Due i nuovi indagati. Si tratta del presidente del Consorzio Progetto Acqua Alessio Bitozzi e Enrico Claudio Cini, amministratore della Broker Techno.
È questo il punto di arrivo delle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Firenze sul presunto sistema che avrebbe accompagnato l’ascesa politica dell’ex prima cittadina di Prato, Ilaria Bugetti.
Secondo gli inquirenti, al centro ci sarebbe un rapporto definito di “osmosi” tra l’ex sindaca e l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci, già coinvolto in altre inchieste. Da una parte l’interesse politico, dall’altra la possibilità per l’imprenditore di avere un canale privilegiato con l’amministrazione comunale.
Nell’avviso di conclusione delle indagini compare anche Alessio Bitozzi, accusato di aver svolto un ruolo di intermediazione tra l’imprenditore e il Comune durante il periodo in cui Matteini Bresci si trovava agli arresti domiciliari. Al centro, in particolare, la gestione dell’area dell’ex Memorino, che secondo l’accusa sarebbe stata utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti legati a lavorazioni industriali.
Sotto inchiesta anche Enrico Claudio Cini, amministratore di una società riconducibile allo stesso imprenditore. In questo filone viene contestata un’ipotesi di truffa legata all’utilizzo della cassa integrazione durante il periodo Covid, quando Bugetti era consigliera regionale.
L’indagine era esplosa nel giugno 2025 con la richiesta di arresti domiciliari per la sindaca. Matteini Bresci parlava del suo rapporto con la ex sindaca definendola “un mio attrezzo”.
Gli investigatori ipotizzano un sistema di relazioni costruito per raccogliere consenso elettorale e rafforzare una rete di contatti tra politica e imprenditoria locale.
Ora, con la chiusura delle indagini, si apre la fase successiva del procedimento.