"Errori macroscopici"

Crollo di via Mariti, ci sono i primi tre indagati

Sono professionisti accusati a vario titolo di concorso in crollo di costruzioni e concorso in omicidio colposo plurimo

Crollo di via Mariti, ci sono i primi tre indagati
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Svolta nelle indagini per il crollo nel cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze, che causò la morte di cinque operai.

Tre professionisti nel mirino della Procura

Ci sono i primi tre indagati: si tratta dei professionisti sono accusati a vario titolo di concorso in crollo di costruzioni e concorso in omicidio colposo plurimo. Si tratta del tecnico che ha firmato il progetto della trave, il titolare della ditta e del professionista fiorentino che ha approvato il progetto.

Perquisizioni e sequestri

Polizia e ispettori dell’Asl, coordinati dai pm titolari dell’inchiesta, Francesco Sottosanti e Alessandra Falcone, hanno perquisito case e uffici. Gli inquirenti stanno inoltre ponendo sotto sequestro varie sedi della ditta che ha progettato la trave.


I "grossolani errori"

Secondo quanto ricostruito, il disastro del 16 febbraio 2024 è riconducibile alla falle negli elementi prefabbricati (la trave e il dente), ai progetti che sono stati realizzati male ed eseguiti frettolosamente. La trave, si legge negli atti, è stata armata con una quantità di ferro che non poteva reggere i pesi (neppure il peso della trave stessa).

Nei fogli di calcolo, secondo i consulenti, sarebbero emersi “errori macroscopici” che hanno infine causato il crollo.

La fretta per consegnare i lavori

Infine la tempistica. Il progetto, sempre per gli inquirenti, fu eseguito in maniera sbrigativa. Emergerebbe infatti, da chat e mail passate al vaglio, che il committente, La Villata spa, e l’appaltatore, Attività Edilizie Pavesi, avrebbero più volte sollecitato la consegna.

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