Gdf in azione

Discarica abusiva all’Elba: sequestrata area di 950 metri quadrati

accumulate cinque tonnellate di materiali, tra cui batterie e veicoli, e realizzato un manufatto senza autorizzazioni in zona vincolata. Indagato un responsabile

Discarica abusiva all’Elba: sequestrata area di 950 metri quadrati

Un’area trasformata in discarica abusiva nel cuore dell’isola d’Elba, con tonnellate di rifiuti accumulati senza alcuna autorizzazione e un manufatto costruito in totale assenza di permessi. È quanto hanno scoperto i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Portoferraio, che hanno eseguito il sequestro nel Comune di Porto Azzurro, in provincia di Livorno, nell’ambito di un’attività di controllo economico del territorio e tutela ambientale.

L’intervento è il risultato di mirate attività info-investigative che hanno portato alla luce una situazione di grave degrado: circa cinque tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, erano stati abbandonati e ammassati in modo incontrollato su una superficie di circa 950 metri quadrati. Tra i materiali rinvenuti figurano ferro, plastiche, batterie esauste, motocicli e residui di lavorazioni, molti dei quali in avanzato stato di deterioramento, in evidente violazione della normativa ambientale vigente.

La definizione di rifiuto secondo la Cassazione

L’operazione si inserisce in un quadro normativo ben definito. Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, la nozione di rifiuto contenuta nel Testo Unico Ambientale deve essere interpretata in maniera oggettiva. Non conta la percezione soggettiva del detentore, ma lo stato effettivo del materiale: qualsiasi sostanza o oggetto di cui ci si disfi, o si abbia l’obbligo o l’intenzione di disfarsi, rientra a pieno titolo nella categoria dei rifiuti. Un principio ribadito dalla sentenza n. 48316 del 2016, che esclude valutazioni personali a favore di criteri legati alle condizioni fisiche e alla conservazione degli oggetti.

Il ruolo dell’Arpat e le operazioni di bonifica

Determinante anche il contributo dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, che ha collaborato alle verifiche tecniche quantificando i rifiuti e classificandoli secondo i codici dell’Elenco Europeo dei Rifiuti. Un passaggio fondamentale per le successive operazioni di bonifica e per il ripristino dello stato dei luoghi, oltre che per l’applicazione del tributo speciale per il conferimento in discarica, la cosiddetta ecotassa, prevista dalla normativa regionale.

Un manufatto abusivo in area vincolata

All’interno dell’area sequestrata è stato individuato anche un manufatto realizzato senza alcun titolo edilizio, in una zona sottoposta a tutela paesaggistica come l’isola d’Elba. La struttura, dotata di pavimentazione in cemento, copertura metallica e collegamento alla rete elettrica, è risultata completamente abusiva, aggravando ulteriormente il quadro delle violazioni accertate.

Indagini in corso

Una persona è stata segnalata all’Autorità giudiziaria di Livorno per reati che spaziano dalle violazioni del Testo Unico Ambientale a quelle del Testo Unico dell’Edilizia, fino al Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.

L’operazione conferma l’impegno dei reparti aeronavali della Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti ambientali, un’attività che si estende sia sulla terraferma sia in ambito marittimo, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica, preservare l’ecosistema e garantire il rispetto delle norme a difesa del territorio.