In un bar della stazione Leopolda a Firenze

Donna decapitata, le ultime ore di Silke: inisieme al suo carnefice

Durante la macabra uccisione a Scandicci, il maroccino avrebbe ripetuto in arabo i versi del marocchino

Donna decapitata, le ultime ore di Silke: inisieme al suo carnefice

Sarebbe morta intorno alle sei di martedì 17 febbraio, 24 ore prima del rinvenimento del corpo, Silke Sauer.

La sera precedente

La vittima, trovata decapitata nella zona dell’ex Cnr a Scandicci, avrebbe trascorso la sera precedente con il suo carnfefice, Issam Chlih. I due sono stati visti in un bar della stazione Leopolda a Firenze dove il 30enne marocchino era in evidente stato di alterazione

Lo strano atteggiamento

Qui, ha riferito un testimone, il marocchino aveva già un atteggiamento sconnesso: entrava ed usciva dal locale, si bagnava le dita della mano con l’acqua di una bottiglietta e con il pollice toccava la fronte di chi entrava nel bar. La donna indossava invece degli strani pantaloni arancioni, come quelli degli operai che lavorano in strada.

L’ultimo avvistamento

Poi i due si sono incamminati verso il parco delle Cascine, dove ci sono rimasti alcune ore. Perché sarà la telecamera della fermata della tramvia “De Andrè“ di Scandicci a inquadrarli di nuovo, alle 5.26 del mattino di martedì. Erano per mano: la donna camminava barcollando. Sono così arrivati al loro ricovero, dove sono stati sentiti litigare. L’inizio della fine.

Il lato religioso

L’uomo ripeteva in arabo i versi del Corano mentre la uccideva, urlando che doveva liberarla dallo “spirito maligno“ che si era impossessato del suo corpo. Fanatismo e delirio più forti dei “basta“ sentiti urlare in italiano e in inglese dalla donna, che non è riuscita a sfuggire all’esecuzione.

Gli indumenti e le lame

Vicino al cadavere è stata trovata la felpa con il cappuccio, imbrattata di sangue, indumento che gli inquirenti attribuiscono al marocchino. Nei pressi del suo alloggio gli inquirenti hanno rinvenuto anche un coltello a serramanico e un machete, entrambi intrisi di sangue, che avrebbe usato per assassinare – e poi decapitare – Silke.