Riflettori puntati sulla caldaia per spiegare quella massiccia fuoriuscita di gas che la sera di mercoledì 4 febbraio in poco tempo ha provocato il decesso di un intero nucleo familiare e i malori successivi all’ingresso nella casa dello zio Durim Kola, 42 anni, entrato nel disperato tentativo di salvare i suoi parenti e dei due carabinieri.
L’obiettivo è capire se a montare il termoconvettore sia stato il capofamiglia, Arti Kola, con l’aiuto del figlio Hajdan o di terze persone. Ma il sostituto procuratore Paola Rizzo disporrà anche l’acquisizione dei tabulati telefonici dei soccorritori per ricostruire le ore concitate precedenti alla scoperta dei quattro corpi privi di vita; da chiarire se il ritardo nei soccorsi abbia inciso sulla morte della famiglia: un ritardo scaturito da un errore di comunicazione del figlio maggiore della coppia di origini albanesi che chiamando il 112 alle 19,58 prima di perdere i sensi, ha sbagliato a fornire il numero civico della sua abitazione traendo involontariamente in inganno l’ambulanza, che ha impiegato più tempo del necessario per raggiungere la villetta di via Galgani 186 a Rughi di Porcari.
Lunedì 9 febbraio dovrebbe arrivare la relazione medico legale legata ai prelievi sanguigni sui corpi senza vita dei quattro componenti la famiglia Kola (Arti, 49 anni, Jonida, 43, Hajdar, 22 e Xhesika di 15) morti nella loro abitazione dove si erano trasferiti da circa un anno dopo aver vissuto a Gragnano di Capannori.
Già da una prima informativa il medico legale ha riscontrato una colorazione sanguigna molto accentuata tipica nei casi di avvelenamento da monossido di carbonio dovuti alla formazione di carbossiemoglobina che si crea quando si lega all’emoglobina ostacolando il trasporto di ossigeno ai tessuti. Una colorazione ciliegia evidente anche nella cute e nei tessuti interni.
Una relazione medico legale fondamentale per la Procura che, in caso di dubbi o perplessità sulle cause del decesso, potrebbe disporre gli esami autoptici che, in ogni caso, non potranno essere eseguiti prima di metà della prossima settimana. Se invece lo sterminio della famiglia è da attribuirsi al monossido di carbonio che ogni anno uccide 600 persone il pm già lunedì o al massimo martedì 10 febbraio concederà il nullaosta per la sepoltura.