La sicurezza idraulica dell’Arno nel tratto urbano di Firenze torna al centro del dibattito, con un’ipotesi destinata a far discutere: in alcune aree a rischio, saranno i privati a doversi proteggere autonomamente da eventuali esondazioni, installando porte e finestre a tenuta stagna.
È quanto emerso dagli interventi dell’Autorità di Bacino, in particolare per la zona compresa tra Ponte Vecchio, Borgo San Jacopo e San Frediano, ritenuta potenzialmente esposta in caso di piene significative del fiume.

Il tema si inserisce in un confronto più ampio tra istituzioni, riacceso dopo i lavori di rialzamento delle spallette lungo un altro tratto dell’Arno, tra lungarno alle Grazie e lungarno Diaz.
Interventi che hanno sollevato perplessità tecniche e procedurali.
La presidente dell’Autorità di Bacino, Gaia Checcucci, ha infatti evidenziato come l’ente non sia stato coinvolto nella fase progettuale, nonostante le implicazioni rilevanti sul piano idraulico.

Tra i nodi principali c’è la diversa gestione delle due sponde del fiume. Sulla riva destra, i nuovi muraglioni dovrebbero contenere meglio le piene, mentre sulla sinistra — secondo i tecnici — potrebbe aumentare il rischio di esondazione.
A questo si aggiungono anche critiche sull’impatto estetico degli interventi: materiali e soluzioni adottate, come cemento chiaro e mattoni rossi, sono ritenuti poco coerenti con il contesto storico della città.