La protesta del NurSind non si placa, anzi alza i toni. Al centro dello scontro ci sono milioni di euro destinati al personale dei pronto soccorso e mai arrivati nelle tasche di chi lavora ogni giorno in prima linea. Questa volta il sindacato delle professioni infermieristiche punta il dito senza mezzi termini contro i fondi mancanti: soldi già stanziati dalle leggi di bilancio e già disponibili nelle casse regionali, ma inspiegabilmente fermi.
Il segretario regionale Giampaolo Giannoni ha ricostruito un quadro economico critico, segnalando circa due milioni di euro di arretrati bloccati per il biennio 2023-2024, a cui si aggiunge un ulteriore milione e mezzo legato agli oneri riflessi. Secondo il sindacato, queste cifre sono state calcolate con criteri difformi rispetto a quelli contrattuali e necessitano di una revisione immediata per la liquidazione.
La prospettiva per il futuro non sembra migliore: Giannoni sottolinea come per il 2025 manchino all’appello altri 3 milioni di euro. In totale si tratta di cifre pesanti che spettano di diritto a infermieri e operatori, ma che restano in un limbo burocratico giudicato inaccettabile, specialmente a fronte di altre regioni che hanno già provveduto alla distribuzione dei fondi.
La domanda del NurSind è diretta: perché questi soldi non sono ancora stati erogati? Il sindacato pretende tempi certi e l’erogazione immediata, avvertendo che la pazienza del personale sanitario, già logorata da turni massacranti e condizioni di lavoro difficili, è ormai esaurita.