rapina pianificata nei minimi dettagli

Franca Genovini trovata morta in casa: fu omicidio. In carcere due donne, una è parente

Le due donne avrebbero ucciso l'anziana per impossessarsi di gioielli d'oro del valore di 6mila euro, oltre 3mila euro in contanti e la sua carta Postamat

Franca Genovini trovata morta in casa: fu omicidio. In carcere due donne, una è parente

Era agosto 2024 quando Franca Genovini, 85 anni, fu trovata morta su una sedia nella sua abitazione. Adesso la svolta. Due donne sono finite in carcere per quello che secondo le indagini si è trattato di omicidio.

Il giallo di Castellina in Chianti (Siena) arriva dunque a un punto di rottura dopo un anno e mezzo di silenzi e sospetti. I carabinieri di Siena hanno stretto il cerchio attorno a una 37enne senese, legata da vincoli di parentela con la vittima, e a una sua complice di 25 anni residente nel vicentino. Per entrambe l’accusa è pesantissima: concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione.

Secondo la ricostruzione della Procura di Siena, quella che inizialmente poteva apparire come una morte naturale era in realtà il tragico epilogo di una rapina pianificata nei minimi dettagli. Le due donne avrebbero ucciso l’anziana per impossessarsi di gioielli d’oro del valore di 6mila euro, oltre 3mila euro in contanti e la sua carta Postamat.

A tradire le indagate sono state le telecamere di videosorveglianza del comune e il tracciamento dei preziosi, venduti poco dopo il delitto a un “compro oro” di Poggibonsi. Ma i prelievi con la carta della vittima sono proseguiti anche lontano dalla Toscana, in vari uffici postali del Veneto.

Il quadro accusatorio si arricchisce di dettagli inquietanti. Oltre all’omicidio e all’autoriciclaggio, le due donne devono rispondere di calunnia continuata: avrebbero tentato di sviare le indagini accusando ingiustamente due cittadini macedoni del delitto.

Un castello di bugie che l’autopsia e i riscontri tecnici dei Carabinieri hanno smantellato, portando il Giudice per le indagini preliminari a ordinare la custodia cautelare in carcere per il pericolo che i reati possano essere reiterati.