accumulo di polveri da sparo

Incendio al poligono di Galceti, 6 indagati

Ci furono 2 morti e un ferito

Incendio al poligono di Galceti, 6 indagati
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Sarebbe stata la presenza di "significativi residui di polvere da sparo incombuste" di fronte e intorno alle postazioni di tiro a provocare l’incendio che il 26 luglio 2024 ha provocato il disastroso incendio al Poligono del Tiro a segno nazionale di Galceti (Prato), nel quale morirono l’istruttore di tiro Gabriele Paoli, 67 anni, e il frequentatore del poligono Alessio Lascialfari, 66 anni.

E’ la tesi della Procura di Prato, che oggi, 25 marzo, ha inviato gli avvisi di chiusura indagini a sei indagati (il presidente del Tiro a segno Gianluca Ciolini e i membri del consiglio direttivo Danilo Becchia, Fabio Poggini, Alessandro Santini, Gabriele Zuccaro e Aurelio Bottari). I reati ipotizzati sono incendio colposo, omicidio colposo plurimo e incendio boschivo.

Per colpa dei 6 indagati sarebbe scaturito l’incendio, a causa della presenza di polveri da sparo incombuste vicino a una postazione di tiro, la numero 4. La Procura ha ricostruito che i lapilli incandescenti, usciti da una pistola a ricarica automatica usata da Alessio Lascialfari, che rimase ucciso nel rogo, fecero esplodere le polveri da sparo nelle vicinanze. Le fiamme si propagarono nella struttura e all'esterno, bruciando la vegetazione di un bosco.

Secondo gli inquirenti, come ha spoegato il procuratore Luca Tescaroli, gli indagati non hanno effettuato correttamente la manutenzione ordinaria della linea di tiro da 50 metri e hanno tenuto la struttura accessibile all'attività sportiva nonostante fosse priva di agibilità; inoltre, "non hanno ottemperato alle prescrizioni della sicurezza antincendio e non hanno dotato il poligono della dovuta documentazione antincendio".

Dalle perizie è risultata la presenza diffusa di polveri da sparo su materiali combustibili, in particolare nei box di tiro e su arredi in legno e pannelli fonoassorbenti lungo la linea di tiro, che presero fuoco.

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