Tragedia sfiorata

Ingerisce una batteria all’asilo: bimba di un anno portata al Meyer d’urgenza

La pila è stata rimossa per via endoscopica dallo staff di Chirurgia

Ingerisce una batteria all’asilo: bimba di un anno portata al Meyer d’urgenza

Grande apprensione per una bimba di appena un anno che giovedì 8 gennaio ha ingerito una piccola batteria mentre si trovava all’asilo; è successo tra Lucca e Capannori; a fare la scoperta alcune insegnanti di una scuola materna della Piana, che alla fine delle lezioni, dopo aver riconsegnato i bambini ai genitori, nel riordinare alcuni giochi si sono accorte che da uno di questi mancava appunto una piccola batteria.

Quando le maestre non sono riuscite a trovarla da nessuna parte hanno temuto che uno dei bambini potesse averla ingerita e così hanno avvisato immediatamente le famiglie. E così i genitori dei circa quindici bambini, di età compresa tra uno e tre anni, preoccupatissimi, sono corsi ai ripari: alcuni hanno contattato il medico di famiglia, altri il 118, altri ancora si sono recati al Pronto soccorso, tra questi anche i genitori di una bambina di poco più di un anno che si sono rivolti al Pronto soccorso dell’ospedale San Luca, dove la piccola è stata sottoposta a un accertamento radiologico che ha individuato la batteria ingerita.

Il personale sanitario ha ritenuto opportuno organizzare il trasferimento con l’ambulanza medicalizzata all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove la bambina è stata presa in carico dall’équipe specializzata; la pila è stata rimossa per via endoscopica dallo staff di Chirurgia, guidato dal dottor Enrico Ciardini.  La bambina adesso sta bene, ma resta ancora sotto osservazione.

L’ingestione di pile, soprattutto quelle molto piccole a bottone è una circostanza che purtroppo avviene molto spesso, soprattutto tra i bambini molto piccoli, ed è considerata una delle emergenze pediatriche più insidiose; non tanto per l’ingestione in sé, quanto per ciò che può accadere nelle ore successive, spesso senza dare segnali immediatamente evidenti. Le batterie di questo tipo possono infatti provocare gravi lesioni anche senza rilasciare sostanze tossiche: a contatto con i tessuti, in particolare se restano bloccate nell’esofago, innescano una reazione elettrochimica che genera una sostanza caustica che può di danneggiare rapidamente la mucosa. Tra i rischi principali le ustioni profonde dell’esofago, perforazioni e infezioni gravi del torace. Nei casi più estremi possono formarsi fistole o verificarsi emorragie potenzialmente letali.

Le conseguenze possono manifestarsi anche a distanza di giorni o settimane, con restringimenti dell’esofago e difficoltà nella deglutizione. Per questo intervenire subito è cruciale: la rimozione deve avvenire il prima possibile se la batteria è ancora nell’esofago. Tra i soggetti più esposti, ci sono proprio i bambini intorno all’anno di età perché esplorando l’ambiente portano alla bocca qualsiasi oggetto e le pile a bottone sono presenti in molti dispositivi di uso quotidiano e il vano batterie non è sufficientemente sicuro o si apre con facilità.

Negli ultimi mesi si sono registrati diversi episodi di questo tipo, alcuni con esiti drammatici, altri risolti grazie a interventi tempestivi e a una rete ospedaliera specializzata, come nel caso della bambina lucchese curata al Meyer.

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