Intitolare un luogo della città di Firenze a Riccardo Magherini. E’ arrivato il via libera delle Commissioni consiliari 5 e 7 (rispettivamente Cultura e Sport e Pari opportunità e pace) di Palazzo Vecchio che, con parere favorevole, danno il via libera alla proposta che ora potrà andare al vaglio del Salone dei Dugento. Il posto da dedicare alla memoria potrebbe essere “preferibilmente a vocazione sportiva o sociale” commenta in una nota il consigliere di Sinistra Progetto Comune, Dimitrj Palagi, che aveva proposto una mozione che ha trovato “una sintesi tra diversi emendamenti presentati, che non cambiano la sostanza della richiesta, ampiamente condivisa – prosegue Palagi – La recente sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani e i 10 anni passati rendono questo tipo di azione necessaria, per avere cura di una ferita cittadina di cui tutte le persone hanno memoria”.
La vicenda dell’ex calciatore, all’epoca dei fatti 39enne, ha scosso la città: Magherini perse la vita nella notte del 3 Marzo 2014 nel quartiere di San Frediano, in seguito all’intervento dei Carabinieri, per una combinazione di fattori: l’intossicazione acuta da cocaina, lo stress causato dalla sua immobilizzazione, i tentativi di liberarsi e la posizione prona in cui era stato tenuto. La lunga e complessa vicenda giudiziaria ha portato, in ultimo, la Corte europea dei diritti umani a condannare lo Stato Italiano a versare alla famiglia della vittima 140mila euro per “danni morali”.
“Sono stati presentati diversi emendamenti, per ripercorrere in modo più puntuale i riferimenti accertati nei diversi passaggi giudiziari e abbiamo accettato di arrivare a una versione che potesse raggiungere il più ampio consenso possibile – auspica sempre Palagi – confidiamo che in aula si possa arrivare a un’approvazione unanime. Ringraziamo anche la famiglia, che ha sempre garantito una lotta per la verità e la giustizia esemplare, generosa e determinata. Pensiamo che in questo modo Palazzo Vecchio possa accogliere l’invito di Amnesty International – conclude il consigliere – a riflettere politicamente e istituzionalmente sull’uso della forza, in tempi difficili, segnati dal populismo penale imperante”.